Napoli, operazione al «Buvero»: ricercata la custode di una rete di spaccio di droga

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Blitz della Squadra Mobile a Napoli: Arresti nella rete del traffico di droga del “Buvero”

Napoli – Nella mattinata di ieri, la Squadra Mobile di Napoli ha condotto un’operazione di polizia che ha portato alla devastazione di una piazza di spaccio nota come “Buvero”, situata a Sant’Antonio Abate. Durante il blitz, cinque persone sono state arrestate: due sono state condotte in carcere, mentre le altre tre sono state sottoposte agli arresti domiciliari.

Rimane ancora ricercata una donna, ritenuta figura cruciale dell’organizzazione criminale. Secondo le autorità, la latitante era incaricata di custodire il deposito della droga, il quale era destinato al mercato partenopeo e dell’intera provincia.

I presunti leader dell’organizzazione

In cima alla gerarchia del gruppo si trovano Luca Posiglione, 43 anni, soprannominato “’o zio”, e Paolo Napoletano, 49 anni, noto come “’o pop” o “’o nannone”. Entrambi sono stati associati al carcere. Agli arresti domiciliari sono invece finiti Paolo Junior Napoletano, 20 anni, figlio di Paolo; Salvatore Landieri, 35 anni, alias “Sasha” o “Penniello”; e Mario Romano, 41 anni, conosciuto come “’o chiatto”. Tutti devono rispondere di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

Dettagli dell’indagine

Le indagini sono state condotte dalla sezione Antirapina della Squadra Mobile, con il supporto del vicequestore Iannotta e sotto il comando del dirigente Mario Grassia. Gli inquirenti hanno trascorso mesi a raccogliere prove tramite attività tecniche, servizi di osservazione e controllo del territorio. L’area di operazione è storicamente sotto l’influenza del clan Contini, ma non sono emerse evidenze di collegamenti diretti con l’organizzazione in questione.

Le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno giocato un ruolo decisivo nella ricostruzione delle dinamiche interne del gruppo. I membri dell’organizzazione utilizzavano un linguaggio criptico per comunicare, ma in alcune occasioni le frasi risultavano più dirette. Un intercettazione ha rivelato un dialogo in cui Paolo Napoletano chiedeva al figlio riguardo la posizione della droga, rispondendo che si trovava “nel palazzo verde”.

Origine dell’inchiesta

L’indagine ha avuto inizio nell’estate del 2023, dopo l’arresto in flagranza di un individuo in possesso di armi e droga. Un evento che ha avviato un approfondito esame di un’organizzazione strutturata dedita al narcotraffico, coinvolta nella vendita sia di cocaina sia di sostanze considerate “leggere”.

Struttura e operatività del gruppo

Dai riscontri emersi, il gruppo operava con una rigida divisione dei ruoli. I vertici gestivano promozione, organizzazione e finanziamento delle attività illecite, mentre altri membri curavano i contatti con i clienti e il rifornimento della droga. La latitante, attualmente ricercata, assumeva un ruolo cruciale nella custodia del deposito.

L’organizzazione operava principalmente nel centro di Napoli, rifornendo acquirenti provenienti dall’intera provincia. L’operazione di ieri ha visto anche la partecipazione del Reparto Prevenzione Crimine Campania e delle unità cinofile dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, utilizzate per la ricerca di sostanze stupefacenti.

Le indagini proseguono, con gli agenti della Squadra Mobile che continuano a inseguire la donna latitante, la cui cattura potrebbe aprire ulteriori scenari sull’organizzazione criminale.

Fonte

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