Mafia di Secondigliano: Ordinanza Cautelare Svela Il Nuovo Volto del Clan Contini
Napoli, XX [Data di pubblicazione] – L’ordinanza cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Fabrizia Fiore ha colpito il clan Contini, cuore pulsante dell’Alleanza di Secondigliano, rivelando una rete ancora capace di esercitare una forte influenza su diversi quartieri di Napoli e instaurare relazioni con altre famiglie mafiose.
L’atto, che si estende su oltre mille e cento pagine, offre una dettagliata ricostruzione dell’organigramma della cosca e delle sue attività. Secondo quanto evidenziato dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda), il clan Contini non rappresenta semplicemente una struttura criminale tradizionale, ma un vero e proprio cartello imprenditoriale armato, che sa coniugare violenza, consenso, investimenti e corruzione.
Vertice e Direzione dal Carcere
L’ordinanza colloca Edoardo Contini e Patrizio Bosti come i capi indiscussi del clan, con l’accusa che entrambi, nonostante siano detenuti, continuino a esercitare poteri di indirizzo strategico. I colloqui carcerari, secondo l’accusa, sarebbero utilizzati come veicolo per trasmettere direttive. A loro si aggiunge Francesco Mallardo, considerato un co-dirigente che, dopo il rilascio nel 2014, ha significativamente influenzato le dinamiche dirigenziali del clan.
Un ruolo non meno rilevante è attribuito a Rita Aieta, moglie di Bosti, accusata di essere un’operativa consapevole nella gestione di usura, estorsioni e nella direzione delle risorse finanziarie.
Mappa del Potere
L’organizzazione si presenta come una rete capillare, composta da gruppi autonomi ma subordinati al vertice. Tra le unità più rilevanti emergono:
- Vasto-Arenaccia, guidato da Nicola Rullo e Antonio Muscerino, con Rosario De Angelis, noto come “’o Pipistrello”, incaricato di incassi dallo spaccio.
- Borgo Sant’Antonio Abate, sotto la reggenza di Carmine De Luca, dedicato alla gestione dei conflitti.
- Rione Amicizia e San Giovanniello, dominato da Gennaro De Luca, che si occupa della cassa comune e delle operazioni di acquisto di droga.
- Stadera-Poggioreale, monitorato da Pasquale Martinelli e Antonio Trambarulo.
- Connolo, controllata dai fratelli Russo, attivi in estorsioni e usura.
Ogni gruppo svolge attività di spaccio, recupero crediti e imposizioni estorsive, creando un sistema complesso di interconnessioni.
Collaborazioni e Strategie
Il clan Contini opera nell’ambito dell’Alleanza di Secondigliano, che include anche i Clan Licciardi e Mallardo. Dai rapporti emersi, risulta che le famiglie coordinate stabiliscano accordi per la pianificazione di attività criminose.
I magistrati sottolineano relazioni di cooperazione con altri clan, tra cui Lo Russo, Di Lauro e Moccia, garantendo stabilità e concreta spartizione territoriale.
Attività Illecite
L’ordinanza mette in evidenza diverse aree d’operatività, tra cui:
- Controllo del territorio
- Traffico di sostanze stupefacenti
- Estorsioni a danno di imprese
- Usura e appalti pubblici
Particolare attenzione è rivolta alle infiltrazioni nel settore ospedaliero, dove il clan avrebbe influenzato gare e affidamenti.
Stato delle Indagini
L’ordinanza contestata a oltre 126 indagati include aggravanti di associazione armata e la struttura verticistica del sodalizio. Le indagini proseguono, con conseguenti sviluppi attesi e ulteriori accertamenti nei confronti degli affiliati.
In conclusione, il clan Contini si presenta come un attore ancora centrale nel panorama mafioso partenopeo, dimostrando una resilienza che preoccupa le autorità. Le operazioni delle forze dell’ordine continueranno a intensificarsi nel tentativo di ridimensionarne l’influenza.
