Rione Sanità: tecnologia e algoritmi incastrano i rider legati al clan camorristico

Il rione Sanità di Napoli è al centro di un’inchiesta che ha portato all’arresto di 22 membri dei clan Sequino-Savarese e Mazzarella. L’operazione, condotta dai Carabinieri del R.O.N.Inv., ha fatto uso di tecnologie avanzate per monitorare le attività illecite nel quartiere.

Secondo quanto riportato nelle oltre 600 pagine dell’ordinanza cautelare, il quartier generale dei clan è stato oggetto di una sorveglianza digitale costante, in grado di registrare ogni movimento in tempo reale. Le telecamere ad alta risoluzione, strategicamente posizionate nei punti chiave del rione, hanno catturato immagini dell’attività del gruppo criminale, incrociate con i dati delle utenze telefoniche. Un episodio cruciale è stato documentato, in cui Salvatore Verdicchio consegna un cellulare a Alessandro Aprea, dimostrando l’esistenza di una struttura organizzata.

Sono stati utilizzati anche localizzatori GPS installati sui ciclomotori dei corrieri per creare una “mappa del calore” dello spaccio. Questo metodo ha permesso di seguire i movimenti di Salvatore Matrone e Vincenzo Peluso, evidenziando il tragitto dalla consegna della droga fino al punto di vendita. I Carabinieri, grazie a questa tecnologia, hanno potuto intervenire in maniera mirata, evitando pericolosi inseguimenti nei vicoli.

Le intercettazioni ambientali hanno rivelato ulteriori dettagli sulle operazioni del clan. Mentre al telefono venivano usati termini in codice, le conversazioni dirette svelavano una comunicazione più aperta riguardo a problemi logistici e costi operativi, come la paga di 10 euro l’ora per i pusher.

In aggiunta, l’analisi dei metadati delle comunicazioni ha rivelato un uso frenetico delle utenze, spesso intestate a cittadini stranieri ignari. Il software di comparazione fonica ha permesso di identificare con chiarezza gli individui coinvolti, nonostante l’uso di soprannomi.

L’inchiesta ha messo in luce una rete ben strutturata, evidenziando come la digitalizzazione abbia trasformato ogni scambio telefonico in un elemento di prova. Attualmente, le indagini proseguono, con l’analisi di nuove prove che potrebbero portare ad ulteriori sviluppi nell’operazione contro il clan.

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