Sequestro di beni per il clan Troncone: colpita l’azienda di noleggio barche di Luigi Troncone
Un’operazione della Divisione Polizia Anticrimine di Napoli ha portato al sequestro di un’azienda di noleggio barche riconducibile a Luigi Troncone, noto esponente della camorra. Il provvedimento, firmato dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale partenopeo, ha interessato tre natanti, diversi immobili e conti correnti, per un valore complessivo stimato in circa 5 milioni di euro.
Luigi Troncone, 36 anni, è un volto noto dell’intellighenzia criminale dell’area occidentale di Napoli e cognato del boss Vitale Troncone. Questo sequestro rappresenta un colpo significativo all’impero che il clan ha costruito negli ultimi cinque anni. Le indagini hanno evidenziato come l’organizzazione avesse imposto un controllo asfissiante sui quartieri di Fuorigrotta e Soccavo, operando tra il marzo 2020 e l’inizio del 2025.
L’operazione non si limita alla salvaguardia dei conti correnti, ma si rivolge direttamente agli investimenti realizzati dal clan nel settore del noleggio di natanti, coerente con le mire espansionistiche della cosca verso il mare di Mergellina.
Per comprendere l’influenza di Troncone nel contesto criminale locale, è fondamentale esaminare i suoi rapporti con il cognato e il nipote, Vitale e Giuseppe Troncone. Non solo un operatore di facciata, Luigi ha dimostrato di essere anche un soggetto disposto a utilizzare la violenza, come dimostrano le minacce rivolte a commercianti per il pagamento del pizzo.
La gestione dell’attività criminale del clan si manifestava attraverso una tassa occulta su tutte le attività attorno allo Stadio Diego Armando Maradona, estendendo il controllo a vari settori, incluso il traffico di stupefacenti e il contrabbando.
L’apice del loro operato si è raggiunto nel 2023, in concomitanza con il terzo scudetto del Napoli, quando i Troncone hanno imposto il pizzo sul merchandising, cercando di obbligare gli ambulanti a comprare trombette celebrative rifornite direttamente da loro. Questo comportamento ha portato, nel mese di aprile 2025, a un maxi-blitz dei carabinieri che ha smantellato la loro rete criminale con ben 24 misure cautelari.
Nell’ambito di questa operazione, è emersa anche la collaborazione con il clan Frizziero, evidenziando un’alleanza tra due gruppi criminali, di cui uno controllava il traffico di gadget e l’altro gestiva parcheggi e ormeggi abusivi sul lungomare di Napoli.
Attualmente, la situazione giudiziaria per Luigi Troncone e l’intera struttura del clan sembra destinata a un deterioramento definitivo. La Direzione Distrettuale Antimafia ha attivato politiche di aggressione ai patrimoni illeciti, mentre un processo, giunto alle battute finali, ha visto la Procura richiedere ingenti condanne per i membri del clan, con un totale di 250 anni di carcere richiesti.
Le attuali indagini e i recenti sviluppi giuridici rappresentano un chiaro messaggio da parte dello Stato: l’epoca del pizzo e degli affari illeciti si sta concludendo. La lotta alla criminalità organizzata continua a perseguire obiettivi di giustizia e legalità.
