Sequestro e Violenza a Poggioreale: Otto Condanne per il Clan Rullo
Napoli – Un drammatico episodio di violenza legato alla camorra si è consumato il 26 e 27 settembre 2024 a Poggioreale, in un appartamento di via Nuova del Campo. Due imprenditori, Pietro e Carlo Gagliotta, sono stati vittime di un sequestro e di un brutale pestaggio orchestrato da esponenti del clan Rullo e del clan Contini. Il movente si sarebbe basato su un presunto debito di 375mila euro, legato a una compravendita di auto.
Secondo la ricostruzione della Procura, il boss Nicola Rullo ha guidato l’irruzione, armato di martello e sampietrino, infliggendo colpi violenti alle vittime, già rapinate di beni e denaro. Rullo è stato affiancato da Carlo Gagliotta, che ha tentato di difendere il figlio, ma è stato anch’egli aggredito.
A distanza di un anno e mezzo dai fatti, il giudice per le indagini preliminari, Federica Girardi, ha pronunziato giovedì scorso il verdetto di primo grado. Otto persone sono state condannate a un totale di 76 anni e 2 mesi di carcere. Nicola Rullo ha ricevuto la pena più severa: 10 anni e 6 mesi. Condanne identiche sono state inflitte a Giuseppe Moffa e Salvatore Pisco, mentre altri membri del gruppo hanno ricevuto pene inferiori, variabili da otto a dieci anni.
Nonostante la DDA avesse chiesto pene complessive per 150 anni, il tribunale ha inflitto reati ritenuti meno gravi, deludendo le aspettative dell’accusa. Le difese hanno fatto leva su una recente pronuncia della Corte Costituzionale, sottolineando il principio di proporzionalità della pena.
Durante il processo, tre persone sono state assolte con formula piena, tra cui Gabriele Esposito, la cui posizione processuale è stata ribaltata da nuove intercettazioni ambientali. Queste prove hanno dimostrato, secondo la difesa, la sua estraneità ai fatti.
L’inchiesta ha evidenziato come l’atto di vigliaccheria fosse orchestrato in un contesto di violenza camorristica più ampia. Al momento, le indagini continuano per chiarire ulteriori dettagli e responsabilità all’interno del clan, mentre la comunità rimane scossa da questo episodio di estrema brutalità.
