Summit tra i Mazzarella e i Licciardi: accordo sulle truffe bancarie a Napoli
NAPOLI – Un summit tra due storici clan della camorra, Mazzarella e Licciardi, si è tenuto presso la Masseria Cardone, culminando in un accordo per le frodi bancarie. L’incontro, avvenuto il 12 marzo 2022, segna un raro tentativo di collaborazione tra gruppi che, per decenni, hanno alimentato conflitti sanguinosi.
L’incontro ha avuto luogo dopo che Ciro Mazzarella, segnalato come figura di spicco del clan omonimo, ha compreso l’importanza dei circuiti telematici legati alle frodi bancarie. Secondo documenti della procura, Mazzarella ha ottenuto il consenso dal cugino Michele e si è consultato con il suo esperto di fiducia, Gennaro Brusco, prima di muoversi.
Le indagini, svolte dai Carabinieri e dalla Polizia, hanno portato all’emissione di un’ordinanza cautelare firmata dal gip Luca Della Ragione, con dodici arresti e altre indagini in corso su ulteriori sedici soggetti.
Per aprire la strada verso il business delle frodi, Mazzarella ha inviato emissari, tra cui il genero Aniello Evangelista, per creare un contatto con Antonio Licciardi. L’incontro, giudicato delicato, ha permesso l’accesso a Gennaro Cuomo, noto nel traffico di dati per i Licciardi.
Durante il summit operativo, registrato grazie a microspie, Evangelista ha riferito della trattativa avuta con Cuomo, svelando un accordo fermo: l’acquisto di 90 carte, vendute a 100 euro ciascuna. Il totale di 9.000 euro è stato concordato per il pagamento, con un anticipo di 5.000 euro già versato.
Cuomo ha anche offerto un servizio aggiuntivo al costo di 30 euro per carta, comprendente dati sensibili come codici fiscali e numeri di telefono, necessari per eludere i controlli. Tuttavia, è emerso che Cuomo non era a conoscenza dell’identità dei compratori, credendo di trattare con soggetti indipendenti.
Le registrazioni mostrano che la consapevolezza di operare per il clan Mazzarella avrebbe interrotto la trattativa, poiché i Licciardi tendono a mantenere le loro alleanze interne. Nonostante questo malinteso, l’accordo sembrava consolidato.
Nei giorni seguenti, Mazzarella ha ripercorso il suo incontro con Licciardi, affermando che tutti i clan, all’interno del conflitto, condividono legami comuni, evidenziando la complessità della geopolitica criminale napoletana.
Le operazioni continuano, con migliaia di euro in gioco e dinamiche criminali che si evolvono in un contesto di collegamenti tra clan storicamente rivali. L’epilogo di queste indagini rimane da definire, rimanendo sotto attenta osservazione da parte delle forze dell’ordine.
