Maxi-blitz della DDA di Catanzaro: 42 Arresti tra i Clan Emanuele e Idà
Vibo Valentia, 18 ottobre 2023 – All’alba, il silenzio delle Preserre vibonesi è stato crivellato dal rumore di elicotteri e sirene in un’operazione di vasta portata condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Catanzaro, che ha portato all’arresto di 42 persone legate ai clan Emanuele e Idà. L’offensiva ha smantellato una rete criminale che si è subito distinta per l’influenza e la violenza esercitata nel “locale” di Ariola di Gerocarne.
Le indagini, coordinate dalla DDA, hanno messo in luce un clima di terrore alimentato non solo da estorsioni e controllo del territorio, ma anche da atti di violenza gratuiti. Tra i reati contestati, emergono episodi inquietanti, come quello di un indagato che ha aperto il fuoco contro un gruppo di cani randagi, un atto simbolico che illustra il sadismo e la brutalità della cosca.
La struttura criminale si rivelava un’operazione moderna di narcotraffico, capace di gestire oltre 560 chili tra marijuana e cocaina, grazie anche all’uso di smartphone criptati. Le operazioni di approvvigionamento e distribuzione si estendevano dalle Preserre fino a Piemonte, Emilia Romagna e Lombardia, dimostrando un collegamento significativo con la criminalità organizzata del Nord Italia.
Tra i nomi degli arrestati spicca quello di Marco Ferdico, ex leader degli ultras dell’Inter, già noto per il suo coinvolgimento nell’inchiesta “Doppia Curva”. Secondo una prima ricostruzione, Ferdico avrebbe esercitato un ruolo cruciale nello smistamento della droga, evidenziando l’interconnessione sempre più forte tra il tifo organizzato e la criminalità calabrese.
Durante le perquisizioni, gli agenti hanno rinvenuto un vero e proprio arsenale: armi da fuoco di vario genere, pronte all’uso per difendere un territorio che comprendeva, tra gli altri, i comuni di Sorianello, Gerocarne e Soriano Calabro, diventati per anni inaccessibili alle autorità.
L’elenco degli indagati comprende nomi di spicco e figure centrali dei clan, con 42 persone sottoposte a custodia cautelare in carcere, tra cui Gerardo Accorinti e Bruno Emanuele, mentre altri hanno ricevuto misure più leggere come arresti domiciliari o obbligo di dimora.
L’indagine continua, e la DDA ha assicurato che saranno seguiti ulteriori sviluppi, con l’obiettivo di smantellare definitivamente le reti criminali nella regione.
