Napoli: Omicidio di Fabio Ascione, un “bravo ragazzo” ucciso per errore?
Napoli, 10 aprile 2023 – Fabio Ascione, ventenne originario della città, è stato ucciso nel corso di un agguato avvenuto all’alba presso un bar di via Carlo Miranda. Gli ultimi messaggi ricevuti dalla madre prima della tragedia hanno evidenziato la sua innocenza: “Sto tornando, mamma. Finisco la colazione ed entro a casa”. Poco dopo, un colpo letale ha spezzato la sua vita.
La dinamica dell’omicidio appare – secondo le ricostruzioni iniziali – quella di un’esecuzione, ma il movente resta avvolto nel mistero. Fabio stava tornando a casa dopo il turno di lavoro notturno al Bingo di Cercola e si era fermato per una colazione con amici. All’improvviso, un proiettile lo ha colpito dritto al torace, facendolo cadere a terra mentre la scena si tingeva di panico e terrore.
In base ai rilievi effettuati sul posto, l’arma utilizzata è risultata essere un revolver, ma non sono stati rinvenuti bossoli, sollevando interrogativi sul numero di proiettili esplosi. Si sospetta che il sicario possa aver mirato a un bersaglio diverso o che abbia colpito in un contesto non pianificato, depotenziano l’ipotesi di un attacco diretto su Fabio.
Sulla scena dell’omicidio operano attivamente i Carabinieri della Compagnia di Poggioreale e la Procura Antimafia. Le prime testimonianze raccolte sono state confuse e frammentarie, confondendo i tratti del commando. Alcuni testimoni sostengono di aver visto due persone a bordo di scooter, mentre altri riportano la presenza di un’auto che si sarebbe allontanata rapidamente dopo gli spari.
Le indagini si concentrano ora anche sulle immagini delle telecamere di sorveglianza. Sebbene non forniscano un quadro completo, gli investigatori stanno seguendo un percorso video che potrebbe condurre all’identificazione del veicolo sospetto fuggito dalla scena.
Il contesto in cui è avvenuto l’omicidio è complesso. Il quartiere di via Miranda, noto per le sue relazioni con la criminalità organizzata, è ritenuto sotto l’influenza del clan De Micco, noto per i suoi legami con sanguinose faide locali. Fabio Ascione, peraltro definito dai familiari un “bravo ragazzo” e completamente estraneo a qualsiasi attività criminale, potrebbe essere stato innocente vittima di una vendetta o di una dimostrazione di forza.
Ulteriori piste vengono esplorate dagli inquirenti, tra cui eventuali litigi precedenti all’omicidio e legami familiari della vittima con soggetti del passato legati a gruppi criminali. Sebbene queste informazioni non sembrino al momento influire sul caso, il puzzle delle indagini continua a complicarsi.
Lo stato delle indagini è in evoluzione, con i Carabinieri che continuano a raccogliere elementi utili a ricostruire la verità dietro a un omicidio che ha scosso la comunità locale, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore di chi conosceva Fabio. La possibilità di un tragico errore rimane al centro delle indagini, mentre le autorità lavorano per fare luce su un episodio di violenza che non poteva prevedere un destino così tragico.
