Caserta, arrestati ispettore dell’Antimafia e commercialista per tangenti sulla «White List»

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Aversa: Arrestati un Ispettore dell’Antimafia e un Commercialista per Corruzione

Aversa – Nella giornata odierna, la Squadra Mobile di Caserta ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere, coinvolgendo un Ispettore della Polizia di Stato e un commercialista. Entrambi sono accusati di aver costituito un sistema corrotto legato all’iscrizione alle “White List” della Prefettura, trasformando questo processo in un mercato illegale di favori e tangenti.

Il caso solleva preoccupazioni significative riguardo alla corruzione all’interno del Gruppo Interforze Antimafia (G.I.A.), organismo deputato a monitorare le infiltrazioni mafiose nelle imprese. L’Ispettore, che opera presso la Questura di Caserta, avrebbe abusato della sua posizione per favorire illecitamente alcuni imprenditori.

Secondo una prima ricostruzione fornita dalla Procura di Napoli Nord, l’Ispettore avrebbe utilizzato la sua influenza durante l’aggiornamento della White List, la quale comprende aziende ritenute non infiltrate dalla criminalità organizzata. L’indagine ha evidenziato un modus operandi in cui il commercialista fungeva da intermediario tra il pubblico ufficiale e il settore imprenditoriale. Gli indagati sono accusati di concussione e rivelazione di segreto d’ufficio, in un contesto di richieste di denaro per garantire l’inserimento o la permanenza nell’elenco prefettizio.

La gravità della situazione è amplificata dal ruolo del Ispettore, che, anziché combattere la criminalità organizzata, secondo le indagini, avrebbe tradito il suo mandato, minando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni preposte alla lotta contro il malaffare. La figura del commercialista, invece, rappresenta un ulteriore elemento di allarme, considerato che, invece di proteggere gli interessi dei propri clienti, avrebbe collaborato a un sistema di estorsione in violazione del codice deontologico professionale.

Nonostante il procedimento si trovi ancora nella fase delle indagini preliminari, i segnali di dolo appaiono consistenti. Le ipotesi comprendono un dolo intenzionale di profitto, in cui il pubblico ufficiale avrebbe programmato richieste di denaro in occasione delle scadenze per l’aggiornamento della White List. Inoltre, vi è la questione della rivelazione di informazioni riservate, il cui scopo sarebbe stato quello di incutere timore negli imprenditori e giustificare le tangenti.

Attualmente, il Procuratore della Repubblica, Domenico Airoma, ha indetto una conferenza stampa per fornire ulteriori dettagli sull’operazione. Nel frattempo, sono in corso perquisizioni e sequestri negli uffici e nelle abitazioni degli indagati, con l’obiettivo di raccogliere prove e determinare l’eventuale estensione del sistema corruttivo. Sarà il Giudice terzo a esaminare il fondamento dell’impianto accusatorio attraverso il contraddittorio. Le indagini proseguono, con ulteriori sviluppi attesi nei prossimi giorni.

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