Clan Zagaria: Il Ritorno di Carmine e il controllo delle Estorsioni
Carmine Zagaria non è un “reggente”, ma il leader indiscusso del clan Zagaria, secondo quanto emerso dalle nuove indagini della Compagnia dei Carabinieri di Casal di Principe. Mentre il fratello Michele sconta la pena sotto il regime del 41-bis, Carmine si riafferma decisamente nel panorama criminale, riaffermando il suo potere decisionale e operativo.
Le analisi delle forze dell’ordine delineano un quadro in cui il ruolo di Carmine Zagaria è confermato e persino “rafforzato” rispetto al passato. Con la caduta della vecchia guardia, molte figure del clan sono finite sotto incriminazione, ma Zagaria sembra emergere come la figura centrale, capace di impartire “licenze di caccia” a membri di spicco tornati in libertà.
Secondo quanto riportato dal Giudice per le Indagini Preliminari, Carmine rappresenta il perno del clan. La sua leadership si distingue per un approccio pragmatico, caratterizzato da un uso strategico del dialogo anziché della violenza. A Casapesenna, il bastone del comando è ora nelle sue mani, con un modus operandi più diplomatico e meno sanguinoso.
Un momento chiave di questa restaurazione è rappresentato dalla libertà di Raffaele Della Volpe, un nome emblematico della storia criminale di Casal di Principe, che torna in circolazione nel 2024. Tuttavia, il contesto è cambiato significativamente: Della Volpe deve ora cercare l’approvazione di Zagaria per avviare qualsiasi attività estorsiva.
Dall’inchiesta che ha portato all’arresto di 23 membri del clan emerge un dato cruciale: Carmine Zagaria concede il “nulla osta” a Della Volpe. Questa concessione, che segna un accordo territoriale, consente a Della Volpe di avviare un’attività estorsiva autonoma. In questo caso, la mossa di Zagaria è da interpretare non come un segno di debolezza, ma come una forma di gestione criminale contemporanea, atta a ridurre i conflitti interni e mantenere sotto controllo gli interessi economici del clan.
Nel frattempo, i collaboratori più fidati di Carmine, come Carlo Bianco, svolgono un ruolo cruciale nella gestione delle operazioni esterne. Gestore della “Li.Ca. Rent” a Villa di Briano, Bianco rivela durante intercettazioni telefoniche di fare riferimento a Filippo Capaldo, nipote di Michele, come il vero investitore delle sue attività. La sua deferenza verso Capaldo suggerisce un forte legame con la vecchia guardia del clan.
Il 13 gennaio 2023, Bianco ha comunicato un imminente viaggio verso la Spagna, dove Capaldo si è rifugiato. La sua partenza è contrassegnata da un chiaro spirito di appartenenza all’organizzazione, offrendo un’immagine del clan che si riorganizza anche a livello internazionale.
Le indagini da parte degli inquirenti continuano a monitorare i movimenti e le comunicazioni dei membri del clan, in attesa di ulteriori sviluppi su eventuali attività criminali e sull’evoluzione del potere all’interno dell’organizzazione. Statistiche recenti indicano una ripresa delle estorsioni nella zona di Casal di Principe, rendendo cruciale l’osservazione delle dinamiche interne al clan Zagaria.
