Funerali pubblici per Fabio Ascione, vittima innocente di omicidio a Napoli

Ultime News

Caserta, arrestati ispettore dell’Antimafia e commercialista per tangenti sulla «White List»

Aversa: Arrestati un Ispettore dell'Antimafia e un Commercialista per...

Maione rivendica il dominio su Mazzarella e Amodio: vendetta e faida nel rione napoletano

Napoli: La Vendetta dei Maione e la Struttura della...

Clan Moccia, 11 arresti in Toscana: scoperta l’influenza su cantieri locali con “mille soldati” al comando

Firenze: Maxiblitz contro il Clan Moccia, Undici Arresti in...

Napoli – Un’innocente vittima di violenza: Fabio Ascione

Fabio Ascione, ventenne originario del quartiere Ponticelli, è stato ucciso il 7 aprile, senza alcun legame con la criminalità organizzata. Le recenti evidenze investigative hanno portato il questore a revocare i divieti iniziali, autorizzando i funerali pubblici, che si svolgeranno domani, martedì 14 aprile, alle ore 10.30 presso la chiesa di San Pietro e Paolo.

Nonostante l’apertura alle celebrazioni religiose, le autorità mantengono una posizione prudente. Il questore ha infatti vietato il tradizionale corteo funebre per evitare possibili tensioni nel quartiere. Le indagini proseguono, delineando il profilo di Ascione come un giovane estraneo alle dinamiche criminali che caratterizzano la zona orientale di Napoli. Secondo una prima ricostruzione, il giovane sarebbe stato ucciso per un tragico errore nei pressi di un bar.

La denuncia del mondo scolastico

La notizia dell’omicidio ha suscitato un forte allarme tra le istituzioni locali. Valeria Pirone, dirigente dell’Istituto tecnico tecnologico “Marie Curie”, ha espresso la sua frustrazione riguardo alla sicurezza nel territorio. Intervistata da Adnkronos, ha affermato: “Negli anni ci saremmo aspettati maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine a Ponticelli”, evidenziando come la morte di Fabio non dovrebbe più sorprendere in un contesto tanto violento.

Richiesta di maggiore sicurezza

La dirigente scolastica ha sottolineato la necessità di un presidio di polizia permanente nel quartiere, suggerendo che le attuali misure di sicurezza sono insufficienti. Ha descritto la rete di videosorveglianza come “inesistente e inadeguata”. Di fronte a una situazione in cui “si spara e si muore” quotidianamente, ha messo in evidenza che le scuole e il terzo settore non possono agire da sole per contrastare una criminalità sempre più radicata e temibile.

Le indagini sono in corso, con la speranza che possano portare a ulteriori chiarimenti e sviluppi sulla vicenda, contribuendo così a migliorare la sicurezza del quartiere di Ponticelli.

Fonte