Omicidio di Vincenzo Iannitti: Confessione di un giovane accusato
Nella mattina del 24 marzo, il diciannovenne Viktor Uratoriu, di origine rumena, ha confessato di essere responsabile dell’omicidio di Vincenzo Iannitti, ventenne originario di San Castrese, frazione di Sessa Aurunca, scomparso il 19 marzo. Uratoriu è stato interrogato per sei ore dal pubblico ministero della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, dove ha ammesso le proprie responsabilità dichiarando: «Sì, l’ho ucciso io». Attualmente è accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere.
Secondo le indagini condotte dai carabinieri, il giovane avrebbe colpito Iannitti con due coltellate e poi tentato di nasconderne il corpo. I due, amici da tempo e residenti in prossimità nel Casertano, erano stati inizialmente ascoltati dagli inquirenti dopo la denuncia di scomparsa presentata dalla famiglia della vittima.
Le prime dichiarazioni di Uratoriu hanno riferito di un incontro casuale in piazza con Iannitti, da cui si sarebbe poi separato. Tuttavia, eventuali incongruenze nel racconto hanno spinto i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Sessa Aurunca a esaminare attentamente la sua posizione. Le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno rivelato che i due si erano allontanati insieme verso l’abitazione di Viktor, dopo di che di Iannitti non si hanno più notizie.
Il ritrovamento del corpo è avvenuto in un cavedio adiacente all’abitazione di Uratoriu, in un immobile di proprietà di una vicina non più residente. Il cadavere, in stato avanzato di decomposizione, era rinvenuto all’interno di un sacco, coperto con materiali di risulta. Durante le indagini è stato sequestrato un coltello da cucina, con lama di circa otto centimetri, ritenuto compatibile con l’arma del delitto.
Dalla ricostruzione fornita da Uratoriu, l’omicidio sarebbe avvenuto all’interno della sua casa al termine di una discussione, durante la quale avrebbe colpito Iannitti alla gola con due fendenti. Dopo l’aggressione, il corpo sarebbe stato spinto dal balcone nel cavedio e occultato. Al momento, il giovane ha dichiarato di aver agito da solo, senza coinvolgere altre persone.
Le indagini proseguono per verificare la veridicità della versione fornita, che presenta ancora alcuni aspetti controversi, in particolare riguardo al movente dell’aggressione. L’autopsia, prevista nei prossimi giorni, sarà fondamentale per stabilire le cause esatte del decesso di Iannitti, chiarendo se siano state determinate dalle coltellate o dalla caduta nel cavedio.
Viktor Uratoriu rimane attualmente detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, in attesa dell’udienza di convalida del fermo.
