Castellammare di Stabia: Novità sull’omicidio di Tommaso Covito
Castellammare di Stabia, 12 novembre 2000 – La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha chiesto il giudizio immediato per Luigi Di Martino, noto come “o’ profeta” e reggente del clan Cesarano, ritenuto responsabile dell’omicidio di Tommaso Covito. Tuttavia, il dibattimento è stato temporaneamente sospeso a seguito di un’impugnativa da parte della difesa.
La difesa e la questione di inutilizzabilità
Durante l’udienza preliminare tenutasi davanti alla dottoressa Girardi, il legale Dario Vannetiello e il collega Marcello Severino hanno avanzato una complessa eccezione di inutilizzabilità riguardante gli atti di indagine successivi alla sentenza di proscioglimento emessa il 25 settembre 2025. In quella occasione, il giudice Giuseppe Campanaro aveva accolto interamente le argomentazioni legali della difesa, nonostante le forti richieste dell’accusa.
L’esito del precedente proscioglimento
Nel contesto del precedente processo, l’accusa aveva sostenuto la condanna all’ergastolo, basandosi su evidenze significative, tra cui le testimonianze dei familiari della vittima, cinque collaboratori di giustizia e intercettazioni telefoniche. Tuttavia, il tribunale, pur riconoscendo la serietà delle accuse, aveva deciso per un non luogo a procedere, portando alla revoca della custodia cautelare per Di Martino, sebbene questo resti comunque detenuto al 41-bis per altre condanne.
Nuove investigazioni e sviluppo del caso
Le indagini, non avendo trovato conclusione nel primo grado, sono proseguite e il 25 febbraio 2026 la Corte di Cassazione ha confermato il proscioglimento. Tuttavia, a fronte di nuove evidenze emerse, la Procura ha avanzato la richiesta di riaprire il caso. La difesa ha contestato tale iniziativa durante l’udienza odierna e il giudice ha riservato la decisione sulla rilevante eccezione presentata.
La prossima udienza, in cui si attende la pronuncia sull’ammissibilità degli atti, è stata fissata per il 10 luglio. Le indagini continuano, mantenendo alta l’attenzione su uno degli omicidi più controversi della storia recente della camorra.
