Napoli: Condanne per il clan Mazzarella nel processo sul racket del porto
Un’importante svolta giudiziaria ha riguardato il clan Mazzarella, con tre condanne severe emesse dal giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Capasso. Il processo, svoltosi con rito abbreviato, è scaturito da un’inchiesta sulle infiltrazioni della cosca negli affari del porto di Napoli. Gennaro Mazzarella ha ricevuto una pena di 9 anni di reclusione, mentre Salvatore Barile, anche noto come “Totoriello”, è stato condannato a 8 anni e 8 mesi. Gustavo Alek Noviello, privo di precedenti penali, è stato condannato a 7 anni e 1 mese. Per tutti, vige il principio di presunzione di innocenza fino a una eventuale condanna definitiva.
Le condanne si basano su una solida rete di testimonianze fornite da collaboratori di giustizia. Dieci pentiti, tra cui Salvatore Giuliano e Massimo Pelliccia, hanno ricostruito dettagliate dinamiche interne al clan. Le loro dichiarazioni sono state decisive per le indagini che, il 28 gennaio dell’anno scorso, hanno portato all’emissione di ordinanze di custodia cautelare contro i tre condannati.
L’istruttoria ha rivelato anche un inquietante piano di attentato dinamitardo contro una vittima del racket. In intercettazioni, Noviello parlava con Mazzarella sull’importanza di coprirsi il volto per evitare di essere riconosciuti dalle telecamere.
Al centro delle accuse c’è il tassativo controllo del racket presso il porto di Napoli. Un imprenditore, titolare di un bar nell’area portuale, è stato il bersaglio della cosca. Dopo un iniziale tentativo di denuncia da parte della sua ex compagna, ha confermato di subire minacce e richieste di estorsione.
Le indagini hanno beneficiato di un innovativo approccio tecnologico, con l’introduzione di un virus informatico nel cellulare di Noviello. Questa operazione, condotta dai carabinieri della compagnia di Torre del Greco e coordinata dalla Procura Antimafia, ha consentito di ascoltare in tempo reale i piani del gruppo criminale.
Con le condanne odierne, si chiude un importante capitolo nella lotta contro il racket e le dinamiche di controllo nelle attività portuali. Restano aperte le indagini per eventuali ulteriori sviluppi.
