Garlasco – La traccia 33, indicata dai pubblici ministeri come prova cardine nel caso di omicidio di Chiara Poggi, si rivela un elemento controverso nella difesa di Andrea Sempio.
Secondo una nota tecnica depositata il 4 marzo dalla Procura di Pavia, la traccia in questione non soddisfa i requisiti minimi di attribuzione per la giurisprudenza italiana. Tuttavia, i membri della Procura, che conducono l’indagine per omicidio volontario aggravato, sostengono che in un contesto internazionale la situazione sarebbe differente, permettendo un’attribuzione più certa.
Il contenuto della perizia tecnica, realizzata dai consulenti Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli, evidenzia che in Paesi come Svizzera, Gran Bretagna o Stati Uniti la soglia minima di “minuzie” per l’identificazione di un’impronta è significativamente inferiore rispetto a quella vigente in Italia. Questo significa che la traccia 33, ricavata dalla scena del crimine, avrebbe potuto avere maggior peso legale altrove.
Nelle 169 pagine di documentazione presentate, Iuliano e Caprioli rispondono alle obiezioni mosse dai consulenti di Sempio e della famiglia Poggi. Questi ultimi, tra cui il generale Luciano Garofano, ridimensionano il numero di minuzie trovate sulla traccia, affermando che solo 15 punti d’identità risultano identificabili rispetto ai 16-17 ritenuti necessari dalla Cassazione italiana.
L’analisi della difesa sottolinea inoltre possibili errori interpretativi nella ricostruzione dell’impronta, suggerendo che alcuni dettagli venuti alla luce potrebbero non appartenere a Sempio. Dario Redaelli, ex poliziotto, ha avanzato l’ipotesi che possibili artefatti siano stati scambiati per minuzie, invalidando così l’attribuzione della traccia.
I consulenti della Procura contestano questa visione, sostenendo che nel valutare la prova non è solo il numero di minuzie a contare, bensì l’intero contesto scientifico. In tal senso, le competenze in materia sono allargate a 49 laboratori europei specializzati, di cui 9 operano in Italia.
La traccia 33 resta al centro del dibattito giuridico, con implicazioni significative per l’esito del processo. La questione della validità e dell’affidabilità dell’impronta potrebbe rivelarsi cruciale in un caso già caratterizzato da ambiguità e nuove indagini, sollevando interrogativi sulla giustizia e le pratiche forensi.
Rimane da chiarire se la controversia attorno alla traccia 33 avrà effetti rilevanti sulle future fasi dell’inchiesta. Gli sviluppi saranno monitorati da vicino sia dagli organi di giustizia che dall’opinione pubblica.
