Garlasco, Sempio si presenta per la prima volta dai pm: silenzio sulla sua posizione

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Pavia: Andrea Sempio in Procura per l’Omicidio di Chiara Poggi

Pavia – Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, è stato convocato per la prima volta dai pubblici ministeri. Arrivato in auto presso la Procura, ha annunciato di avvalersi della facoltà di non rispondere, una decisione comunicata dai suoi legali, Angela Taccia e Liborio Cataliotti, il 5 maggio scorso. L’indagine è ancora in corso e la chiusura dell’inchiesta è attesa a breve.

La scelta di Sempio di non rispondere si basa sull’argomentazione che il quadro probatorio non è definitivo. I legali hanno infatti sottolineato, attraverso una nota, che “le indagini non sono chiuse” e che pertanto è necessario attendere prima di affrontare un interrogatorio. Inoltre, hanno incaricato uno psicoterapeuta di redigere una consulenza personologica su Sempio, ritenuta indispensabile in vista dell’interrogatorio.

Il caso di Garlasco, che risale all’14 agosto 2007, ha visto Sempio e Marco Poggi come protagonisti di una nuova fase investigativa. Marco Poggi, fratello di Chiara, sarà ascoltato come testimone centrale. Gli inquirenti, guidati dal procuratore Fabio Napoleone, lo interrogheranno in particolare sui video intimi che Chiara avrebbe girato con Alberto Stasi, ritenuti elementi chiave per comprendere l’ossessione di Sempio verso la vittima.

Le cugine di Chiara, Paola e Stefania Cappa, sono state ascoltate recentemente dai carabinieri di Milano. I loro legali hanno ribadito che entrambe hanno manifestato un atteggiamento collaborativo, rinnovando il loro sostegno alle autorità inquirenti. Le audizioni si sono svolte in assenza di magistrati e avvocati, ma solo con la presenza dei carabinieri.

La Procura di Pavia, una volta conclusa la raccolta degli atti dell’inchiesta iniziata oltre un anno fa, potrà mettere a disposizione la documentazione anche per la difesa di Alberto Stasi. Questa eventualità potrebbe servire per una richiesta di revisione del processo a carico di Stasi, già coinvolto in un precedente incidente probatorio.

Attualmente, il deposito della chiusura delle indagini, che anticiperebbe una possibile richiesta di rinvio a giudizio, non appare imminente.

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