Sistema Sorrento: Nuovi Arresti e Indagini Proseguono
Nella mattinata di ieri, i militari della Guardia di Finanza di Massa Lubrense hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari nel contesto dell’inchiesta nota come “Sistema Sorrento”. Sono state disposte un totale di sette misure arrestative domiciliari, due divieti di dimora in Campania e un sequestro preventivo per un valore di 371.000 euro, a seguito di provvedimenti emessi dal giudice per le indagini preliminari di Torre Annunziata.
L’inchiesta, coordinata dalla locale Procura, si colloca a un anno dagli arresti in flagranza avvenuti il 20 maggio 2025, che avevano visto coinvolto l’allora sindaco della città e un suo collaboratore accusati di aver ricevuto una tangente legata a un appalto per la refezione scolastica. Le indagini, partite da quel punto, hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di ulteriori 21 persone.
Tra i soggetti posti agli arresti domiciliari figurano il barbiere Giovanni Coppola, Antonio Gnassi, noto giornalista napoletano e membro di commissioni giudicatrici di gare ritenute truccate, Raffaele Guarino della ditta Kidea, Giuseppe Razzano di “Comunicando”, Mariagrazia Caiazzo, dirigente comunale, Marco De Martino, funzionario dell’ente, e Vincenzo Sorrentino, commercialista ed ex consigliere comunale. Per Gennaro Esposito, noto come “Zezzè Zezzè”, e Raffaele Nitti, imprenditore, è stato disposto il divieto di dimora in Campania.
Le Irregolarità nelle Assunzioni
L’accusa ha focalizzato l’attenzione su presunte irregolarità nelle procedure di assunzione al Comune. Vincenzo Sorrentino, considerato una figura chiave per l’ex sindaco, e Giovanni Coppola avrebbero agito da intermediari per favorire specifici candidati in cambio di somme comprese tra 15 e 20 mila euro. Mariagrazia Caiazzo è accusata di aver anticipato i test d’esame a favore di alcuni candidati, mentre Marco De Martino è implicato nella gestione amministrativa.
Appalti e Servizi Pubblici
Un secondo filone dell’inchiesta riguarda l’assegnazione di appalti e servizi pubblici. I soggetti colpiti dai provvedimenti devono rispondere di ipotesi di corruzione e turbativa d’asta. Tra di essi, due imprenditori operanti nel settore della comunicazione sono accusati di coinvolgimento in gare per promuovere il brand territoriale. Un giornalista, membro di commissioni giudicatrici, è accusato di aver condizionato i processi per favorire associazioni legate all’amministrazione precedente. Un divieto di dimora in Campania è stato emesso anche per il legale rappresentante della società responsabile della gestione del Teatro Tasso.
Il Caso dello Stadio Italia
Il divieto di dimora è stato esteso anche a un ingegnere implicato nella riqualificazione dello stadio Italia, un progetto da circa 5 milioni di euro volto a soddisfare le normative della Lega Calcio. La Procura ha avviato indagini sui contratti di progettazione e sui lavori, ma il gip ha rigettato la richiesta di sequestro della struttura, ritenendo insufficienti i gravi indizi di turbativa.
Sequestri Preventivi e Stato delle Indagini
L’ordinanza ha interessato anche figure apicali del presunto sistema. Sono stati sequestrati 200 mila euro dal conto dell’ex sindaco e 171 mila euro da un’altra figura chiave, conosciuta come “il sensitivo”. Entrambi sono attualmente agli arresti domiciliari in un’altra regione e figurano come indagati grazie alle dichiarazioni fornite agli inquirenti.
Il procedimento resta in fase di indagini preliminari. Si specifica che i destinatari delle misure cautelari, per le quali è previsto ricorso, sono da considerarsi presunti innocenti fino a una eventuale condanna definitiva.
