Processo ai clan Troncone e Frizziero: inflitti 261 anni per estorsioni legate ai gadget del Napoli

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Condanne per il Racket dei Gadget del Napoli: 261 Anni di Reclusione per i Clan Troncone e Frizziero

Una pioggia di condanne è stata emessa nel processo di primo grado che ha visto coinvolti i clan Troncone e Frizziero, accusati di associazione camorristica ed estorsione in relazione al racket dei gadget celebrativi durante i festeggiamenti per il terzo scudetto del Napoli. Il giudice per l’udienza preliminare, Antonio Comella, ha accolto in gran parte l’impianto accusatorio promosso dal pubblico ministero Andrea Prisco, pronunciando numerose condanne e alcune assoluzioni.

Le indagini, condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia, sono culminate nell’ordinanza cautelare eseguita dai carabinieri il 15 aprile 2025. Secondo quanto emerso, i clan avrebbero tentato di esercitare un controllo sul mercato dei venditori ambulanti di articoli celebrativi nei pressi dello Stadio Maradona, imponendo l’acquisto e la rivendita di migliaia di trombette e altri gagdet legati ai festeggiamenti calcistici.

Nella ricostruzione fornita dagli inquirenti, particolarmente al centro dell’inchiesta risultano Vitale Troncone e sua cognato Luigi Troncone, accusati di aver imposto vincoli alla libera vendita degli articoli tra il 2 e il 10 marzo 2023. Le intercettazioni rivelerebbero un sistema di intimidazioni e pressioni economiche, culminato nell’obbligo di acquisto di 250 trombette per ciascuna bancarella, con minacce di pesanti conseguenze economiche in caso di rifiuto.

Il clan Troncone avrebbe consolidato la propria influenza nell’area compresa tra via Costantino e via Leopardi, mentre il gruppo Frizziero avrebbe mirato a settori turistici, gestendo gli ormeggi nella zona di Mergellina. Le condanne più severe sono state inflitte ai vertici dei gruppi criminali, con Vitale Troncone, Alvino Frizziero, Francesco Frizziero e Mariano Frizziero condannati a 20 anni di reclusione.

Anche Giuseppe e Luigi Troncone sono stati condannati a 20 anni, ma grazie a una azione legale dei loro difensori, non subiranno un incremento di pena grazie alla continuazione di una precedente sentenza. Condanna significativa anche per Emanuele Di Pasquale, ex braccio destro di Vitale Troncone, ora collaboratore di giustizia, che ha ricevuto 14 anni.

Il totale delle condanne inflitte nel processo ammonta a 261 anni e 2 mesi di reclusione, mentre le assoluzioni hanno riguardato Francesca Pelorosso e Alessandro Zazo. Le indagini rimangono aperte, e si attende di comprendere l’evoluzione della situazione nei prossimi mesi, con ulteriori sviluppi nel contrasto alla criminalità organizzata nell’area di Napoli.

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