Mercato Nero dei Dati Sensibili: Operazione della Procura di Napoli Scopre Un Sistema Illegale
La privacy di migliaia di cittadini, imprenditori e volti noti dello spettacolo era oggetto di un mercato clandestino, con prezzi che oscillavano tra i 6 e i 25 euro. È quanto emerso dall’operazione condotta dalla Procura della Repubblica e dalla Squadra Mobile di Napoli, che ha rivelato l’esistenza di un’ampia rete dedicata alla vendita di informazioni sensibili. Un sistema gestito da soggetti che, per mandato istituzionale, avrebbero dovuto proteggerle.
L’inchiesta ha portato all’esecuzione di numerose misure cautelari e si è estesa oltre i confini campani, collegandosi a un’indagine milanese nota come “Equalize”.
Un Tariffario Disegnato su Excel
Durante le perquisizioni, gli inquirenti hanno scoperto un foglio di calcolo Excel, contenente un dettagliato “listino prezzi” per le operazioni illecite. Accanto ai dati anagrafici delle vittime, era indicato il costo dell’accesso alle banche dati, che variava a seconda della natura e complessità della richiesta. Le fonti di accesso includevano lo SDI, l’INPS, l’Agenzia delle Entrate e i sistemi di Poste Italiane.
Secondo una prima ricostruzione, il sistema avrebbe generato un volume d’affari plurimilionario, con circa un milione e mezzo di accessi abusivi registrati in breve tempo, a dimostrazione di un’attività frenetica alimentata dalle richieste dei clienti.
Collegamenti con Milano e Agenzie Investigative
Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha evidenziato che i dati venivano richiesti principalmente da agenzie investigative e società di recupero crediti, con almeno dieci entità individuate nel Nord Italia, in particolare in Emilia-Romagna.
In questo contesto, un elemento rilevante è rappresentato da Giuliano Schiano, già emerso nell’inchiesta “Equalize”, attualmente indagato a Napoli per una presunta consultazione abusiva di dati. Nonostante il Giudice per le Indagini Preliminari non abbia ritenuto necessaria una misura cautelare, Schiano è al centro delle attenzioni degli inquirenti.
Esecutori Materiali all’Interno delle Istituzioni
Un aspetto particolarmente inquietante riguarda gli esecutori materiali degli accessi illeciti. Non si è fatto ricorso a hacker esperti o software sofisticati, ma la violazione è stata resa possibile dall’uso improprio delle credenziali di personale interno alle istituzioni. Le indagini hanno coinvolto agenti di polizia, dipendenti dell’INPS e dell’Agenzia delle Entrate, nonché direttori di filiali di Poste Italiane.
Vincenzo Piscitelli, coordinatore del pool cyber-crime della Procura di Napoli, ha sottolineato l’urgenza di indagare all’interno delle istituzioni coinvolte. La Polizia di Stato ha identificato alcuni “colleghi infedeli” che avrebbero abusato delle loro credenziali a scopo di lucro, tradendo le norme di accesso ai dati.
Prossime Mosse e Stato delle Indagini
L’operazione segna un passo significativo nell’indagine, sebbene sia solo l’inizio. Secondo le stime iniziali, il sequestro di un server ritenuto cruciale per l’operazione potrebbe contenere oltre un milione di dati sottratti. “La portata della violazione è ancora in fase di definizione”, ha dichiarato Gratteri, evidenziando l’esigenza di analizzare il materiale sequestrato per mappare le intrusioni.
Le indagini potrebbero rivelare un numero elevato di “parti offese”, ignare di essere state oggetto di spionaggio per somme irrisorie. Il lavoro della Procura di Napoli è destinato a intensificarsi, poiché si prepara a identificare le vittime e comprendere i motivi dietro questa operazione di massa.
