Stalking e intimidazioni a Portico di Caserta: un imprenditore e suo figlio perseguitati da un 46enne
Un caso di stalking ha colpito Portico di Caserta, coinvolgendo un imprenditore e suo figlio, messi sotto la scia di molestie da parte di Gerardo Ciavattone, 46enne originario di Benevento. L’uomo andrà a processo dopo che il Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal Pubblico Ministero.
L’esperienza traumatica delle vittime inizia con una relazione di fiducia poi infranta. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, N.P., l’imprenditore più anziano, aveva inizialmente ospitato Ciavattone in casa, fornendogli supporto in cambio di generiche prestazioni domestiche. Tuttavia, il clima di collaborazione si è rapidamente deteriorato, culminando in un intervento dei figli di N.P., preoccupati per il comportamento dell’ospite. Da quel momento, a partire da novembre 2024, si è aperto un capitolo di intimidazioni e atti persecutori.
Con l’allontanamento forzato da casa, Ciavattone ha iniziato un’opera di stalking, rendendo la vita dei due imprenditori un vero incubo. Le molestie si sono intensificate con l’inizio del nuovo anno: telefonate assillanti, pedinamenti e raid notturni hanno creato uno stato di ansia che ha costretto le vittime a cambiare radicalmente le loro abitudini quotidiane.
Nel gennaio 2025, la situazione ha raggiunto un apice di violenza. In una singola giornata, Ciavattone ha tentato di sottrarre documenti dall’auto di N.P. al mercato di Curti, per poi ritornare a colpire i suoi beni. Armato di una mazza da baseball, ha danneggiato l’auto dell’imprenditore, mentre l’apice della sua violenza si è concretizzato nelle minacce dirette al figlio N.M., a cui è stata puntata un’arma, un atto che ha scosso profondamente la comunità locale.
L’enorme disagio vissuto dalle vittime non si limita all’aspetto personale; solleva questioni di sicurezza e tranquillità in un contesto urbano già sollecitato. Le azioni di Ciavattone, caratterizzate da una escalation di atti violenti, pongono interrogativi sulla capacità di protezione delle istituzioni nei confronti di cittadini che vivono situazioni di pericolo.
Le autorità sono al lavoro, con indagini in corso per accertare eventuali ulteriori sviluppi e conseguenze legali per l’imputato. Le voci di chi vive in zona sostengono la necessità di un intervento robusto contro tali atteggiamenti, sottolineando il desiderio di sicurezza e stabilità nella vita di tutti i giorni.
La vicenda continua ad evolvere, e la domanda che molti cittadini si pongono è: come si può garantire maggiore sicurezza in situazioni simili? Gli affetti e la vita di una comunità non possono essere messi a rischio da atti di violenza e vessazione. Il processo di Ciavattone sarà un momento cruciale, non solo per le vittime, ma per l’intera comunità di Portico di Caserta, che guarda con attenzione a questo caso terribile, sperando in risposte concrete da parte delle istituzioni.
