De Laurentiis rispondono nel caso Caprile: «Perizia elaborata da un esperto esterno»

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Calcio, inchiesta su De Laurentiis: la famiglia si difende con un comunicato ufficiale

La famiglia De Laurentiis ha rotto il silenzio, esprimendo la propria posizione in merito all’inchiesta aperta dalla Procura di Bari che coinvolge Aurelio De Laurentiis, il suo figlio Luigi, e le società SSC Napoli e SSC Bari. Il comunicato rilasciato dai vertici dei club, apparso sui canali ufficiali, manifesta “esterrefazione e profondo stupore” per le contestazioni contenute nel decreto di perquisizione e sequestro eseguito martedì mattina.

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, il fulcro delle indagini è rappresentato dal trasferimento del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli. Gli inquirenti hanno sollevato dubbi sulla correttezza di questa operazione, specificando che il club pugliese non avrebbe riservato alcuna percentuale sull’eventuale futura rivendita del calciatore, un elemento ritenuto significativo nell’ambito dell’inchiesta.

Tuttavia, i De Laurentiis contestano con fermezza questa interpretazione. Nel loro comunicato, affermano che il valore economico di Caprile è stato stabilito tramite una perizia giurata condotta da un esperto indipendente, considerato una figura di spicco nel settore calcistico, già consulente della magistratura. “Questa valutazione dimostra la regolarità dell’intera operazione e l’assenza di intenti illeciti”, spiegano i dirigenti.

Un altro aspetto contestato riguarda la proposta di liquidazione giudiziale della SSC Bari, avanzata dalla Procura. La famiglia De Laurentiis definisce tale richiesta “del tutto incomprensibile”, sostenendo che la società ha sempre adempiuto agli obblighi economici e finanziari. Le perdite, secondo la nota, sono normali in un contesto calcistico professionistico e sono state finanziate da risorse proprie.

Nella conclusione del comunicato, i De Laurentiis ribadiscono la loro estraneità rispetto alle ipotesi di reato e manifestano piena fiducia nell’operato delle autorità giudiziarie. Si dichiarano certi che la questione sarà chiarita rapidamente e auspicano una richiesta di archiviazione, rimarcando il loro impegno per una gestione corretta delle società, in conformità con le leggi vigenti e le normative calcistiche.

Il caso ha riacceso il dibattito attorno ai rapporti tra le due società, specialmente considerando la doppia proprietà, e si preannuncia una discussione accesa sul tema nel prossimo futuro. I cittadini e tifosi, già preoccupati per la stabilità del calcio nella regione, si interrogano su quali saranno le conseguenze di questa vicenda sia sul campo che al di fuori di esso. Ora il tema diventa non solo giuridico, ma anche sociale e culturale, con il pubblico che attende risposte chiare e rapide dalle autorità preposte.