Tragica Morte di un Bambino al Monaldi: Famiglia Chiede Giustizia e Risarcimento
Napoli – La morte di Domenico Caliendo, un bambino di quasi due anni e mezzo, avvenuta il 21 febbraio scorso nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Monaldi, continua a gettare ombre sulla scarsità di comunicazione e trasparenza da parte dell’istituzione. Il piccolo, che era stato sottoposto a un trapianto di cuore il 23 dicembre 2025, non è sopravvissuto all’intervento, scatenando un’infinità di interrogativi.
Il legale della famiglia, Francesco Petruzzi, ha esordito inviando una lettera ufficiale alla direzione dell’ospedale, nella quale invita i responsabili a organizzare un incontro entro sette giorni. La richiesta di un chiarimento giunge dopo una riunione del Comitato di valutazione sinistri, tenutasi il 21 luglio. Durante quell’incontro, si sarebbe concluso il processo di quantificazione del danno, ma, secondo Petruzzi, non c’è stata alcuna comunicazione formale ai genitori riguardo ai risultati o a un possibile incontro.
“Ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna notizia”, ha affermato Petruzzi, evidenziando un clima di incertezza che aumenta il dolore e la frustrazione della famiglia. In caso di ulteriore silenzio, il legale ha annunciato che potrebbero essere intraprese azioni legali, sia di natura cautelare che civile.
La vicenda, raccontata inizialmente da www.cronachedellacampania.it, si complica ulteriormente a causa del procedimento penale still in corso sulla morte del piccolo. È in programma un’importante udienza il prossimo 11 settembre, destinata a consolidare le prove e le consulenze legate all’inchiesta. Tuttavia, ci sono timori che l’udienza possa subire ritardi, alimentando l’ansia della famiglia a fronte di una situazione già difficile.
Nella stessa data, il Tribunale del Riesame esaminerà le misure interdittive imposte al gip Mariano Sorrentino nei confronti dei cardiochirurghi coinvolti nel trapianto. Questo sviluppo aggiunge un ulteriore strato di complessità alla vicenda, in quanto la famiglia Caliendo si trova a seguire un doppio binario: da un lato la ricerca di un risarcimento e dall’altro l’accertamento delle responsabilità legali.
Il dolore della famiglia, unito alla mancanza di chiarezza da parte delle istituzioni, pone una domanda inquietante: cosa è andato storto nel percorso che ha portato alla tragica perdita di Domenico? La comunità napoletana sente il peso di questa questione, mentre si accumulano le richieste di trasparenza nei confronti dell’ospedale Monaldi.
Mentre attendiamo novità da parte delle autorità, permane una profonda incertezza su come la situazione si evolverà. La domanda è evidente: come garantirà Napoli e i suoi cittadini un sistema sanitario più responsabile in futuro, evitando ulteriori tragedie come quella di Domenico?
