Camorra e infiltrazioni: Castellammare in stato di emergenza, l’amministrazione comunale sciolta once again.

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Castellammare di Stabia: Nuovo Scioglimento del Consiglio Comunale Sotto Accusa

A soli due anni dal precedente intervento, il Comune di Castellammare di Stabia si trova nuovamente a dover affrontare un periodo di commissariamento, segnato dall’intromissione della criminalità organizzata. Questo scioglimento, annunciato attraverso un Decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Interno, evidenzia una drammatica continuità con il passato, già caratterizzato da legami con il clan camorristico locale.

Il Viminale ha reso noto che l’amministrazione comunale sarà gestita per 18 mesi da una Commissione straordinaria, composta dal prefetto a riposo Dario Caputo, dal viceprefetto Mara Moscato e dal dirigente di pubblica sicurezza Maurizio Vallone. Un’analisi condotta dal Ministero indica che, nonostante le elezioni recenti, i legami con le consorterie camorristiche non solo sono rimasti intatti, ma si sono addirittura rafforzati.

Gli investigatori hanno trovato una fitta rete di relazioni tra i nuovi eletti e personaggi già noti per la loro affiliazione mafiosa. In particolare, alcuni candidati e consiglieri risultano avere parenti diretti con esponenti del crimine organizzato, creando un clima di condizionamento che si estende sia alla maggioranza che all’opposizione.

Una gravità ulteriore emerge dalle recenti arresti collegati a inchieste antimafia che coinvolgono candidati del Comune, come dimostrato dalla vicenda di un consigliere dimissionario coinvolto in un’inchiesta di grande risonanza. Questa incapacità di costruire barriere contro la criminalità ha trovato un esempio emblematico durante i festeggiamenti per la squadra di calcio locale, in cui noti esponenti della tifoseria, legati alla camorra, sono stati invitati sul palco istituzionale.

Il Viminale critica anche la mancanza di protezione dei dati e una gestione opaca all’interno degli uffici comunali, dove emergono collusioni inaccettabili, oltre alla testimonianza di pratiche burocratiche condizionate da figure legate al crimine, come un tecnico esterno tuttora attivo nonostante il suo arresto.

Il report evidenzia casi eclatanti di favoritismi nell’assegnazione di contratti pubblici, specialmente nel settore della raccolta rifiuti e nella fornitura di servizi funerari. Quest’ultimi, ad esempio, continuano a essere gestiti da aziende storicamente vicine a organizzazioni mafiose, nonostante le interdittive antimafia.

In un contesto in cui la gestione del patrimonio pubblico è stata in parte bloccata da scelte politiche discutibili, la giunta municipale ha mostrato evidenti segni di debolezza, lasciando in sospeso pratiche di sgombero di immobili occupati abusivamente. La relazione del Viminale sottolinea che non c’è stato nessun intervento decisivo per limitare l’influenza dei clan sulla vita economica e sociale della città.

Il Decreto di scioglimento rappresenta una ulteriore chiamata d’emergenza per riportare all’ordine la macchina amministrativa stabiese, ma solleva interrogativi sul futuro dei cittadini e sulla capacità dello Stato di intervenire in modo efficiente e duraturo contro infiltrazioni criminali ben radicate. Come emerge dalla ricostruzione riportata da www.cronachedellacampania.it, sarà ora compito della Commissione straordinaria affrontare la complessa eredità lasciata da un’amministrazione inadeguata e compromessa.