Rischio di fuga scampato: la difesa di Lavitola annuncia ricorso al Riesame dopo l’attentato a Ranucci

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Attentato a Sigfrido Ranucci: Lavitola impugna l’ordinanza di custodia cautelare

Il caso dell’attentato a Sigfrido Ranucci è tornato al centro dell’attenzione dopo la decisione della difesa di Valter Lavitola di presentare istanza di Riesame. La strategia legale, come annunciato dall’avvocato Sergio Cola, è basata sull’asserita assenza di pericoli di fuga e inquinamento delle prove, elementi che avevano giustificato la custodia cautelare in carcere.

Secondo quanto emerso, Lavitola, arrestato dagli inquirenti, stava progettando un viaggio in Africa, avvalendosi di un biglietto aereo per Addis Abeba. Tuttavia, la difesa sostiene che la motivazione dietro questa partenza fosse legata a una conferenza di servizi riguardante l’industria del carbon credit, successivamente svolta in videoconferenza, e non un tentativo di sottrarsi alla giustizia. “C’è una spiegazione”, afferma Cola.

Le accuse che pendono su Lavitola sono gravi, ma l’avvocato sottolinea che l’imprenditore ha deciso di collaborare, offrendo una confessione completa nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Questo sviluppo è considerato un segnale di cooperazione da parte dell’imputato, per il quale, sostiene la difesa, il pericolo di compromettere le prove sarebbe venuto meno.

Cola ha anche chiarito la posizione di Lavitola riguardo al presunto coinvolgimento del giornalista Ranucci nel comprendere chi fosse il mandante dell’attentato. “Si tratta di congetture”, ha affermato l’avvocato, sottolineando che vi sono stati riferimenti vaghi e insufficienti nel lungo interrogatorio di garanzia. L’avvocato ha scelto di mantenere il riserbo sui dettagli più delicati, in accordo con le autorità giudiziarie, promettendo ulteriori approfondimenti su quanto accertato.

La Procura, tuttavia, sembra avere dubbi sul movente che avrebbe spinto Lavitola a orchestrare l’attacco e ha ritenuto poco credibile la giustificazione presentata riguardo a un incremento delle misure di sicurezza per Ranucci. Durante l’interrogatorio, il faccendiere ha negato di aver chiesto un attentato dinamitardo, limitandosi a voler fare sparare alcuni colpi di pistola contro l’abitazione del conduttore di “Report”.

Mentre le indagini proseguono, il Riesame rappresenta un passaggio fondamentale per la difesa di Lavitola e per chiarire i contorni di un evento che ha scosso il panorama mediatico italiano. La posizione delle autorità e la necessità di ulteriori accertamenti rimangono cruciali in questo intricato caso che coinvolge la sicurezza e la libertà di espressione.