Spari all’ospedale: il Sappe si schiera a difesa dell’agente indagato
Prato – Un episodio di violenza che ha scosso la comunità locale si è verificato domenica scorsa al pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano, dove un agente di polizia penitenziaria è attualmente indagato per tentato omicidio, dopo aver sparato tre colpi di pistola, uno dei quali ha colpito un giovane di 22 anni.
Il giovane, di origini marocchine e già sottoposto a fermo, avrebbe creato panico tra i pazienti, lanciando un estintore nel reparto, prima di tentare la fuga mentre era ammanettato. Gli agenti erano in quel momento impegnati a contenere la situazione quando uno di loro ha sparato, ferendolo a una gamba.
In risposta a quanto accaduto, il Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) ha immediatamente espresso il proprio sostegno all’agente coinvolto, evidenziando l’importanza di non trarre conclusioni affrettate in una fase così delicata delle indagini. “Essere indagati non implica colpevolezza”, ha sottolineato il segretario generale del sindacato, Donato Capece, in un comunicato ufficiale.
Capece ha insistito sul fatto che le perizie necessarie per chiarire la dinamica degli eventi devono includere un’analisi approfondita del contesto e non basarsi unicamente su filmati parziali. “Il pronto soccorso non è un ambiente chiuso; presenta più vie d’uscita e corridoi. È fondamentale valutare tutti gli aspetti, incluse le possibili azioni del giovane”, ha dichiarato. La richiesta del sindacato è chiara: un’indagine imparziale che ricostruisca dettagliatamente l’accaduto, piuttosto che un’interpretazione superficiale.
Oltre alla rapida risposta del Sappe, la Procura guidata da Luca Tescaroli ha avviato un iter investigativo accurato, con la Scientifica già al lavoro per esaminare la scena e raccogliere tutte le prove necessarie. Gli investigatori hanno avviato anche un’intervista con i testimoni e stanno considerando una perizia balistica per comprendere meglio le modalità di sparo e le traiettorie dei proiettili.
L’agente indagato, originario della Campania, ha già nominato come difensore l’avvocato Vittorio Luigi Fucci, del Foro di Benevento. Le indagini sono ancora nelle fasi iniziali e la posizione dell’agente dovrà essere valutata a fondo. Nel frattempo, il Sappe ha ribadito la centralità del principio di presunzione di non colpevolezza, suggerendo che anche l’informazione pubblica debba riflettere questo principio, per evitare ingiustizie prematuramente.
La situazione resta sensibile, data la complessità degli eventi e le emozioni suscitate nella comunità locale; ora, con gli accertamenti in corso, ci si aspetta che emerga la verità su un episodio che, purtroppo, rischia di gettare un’ombra sull’operato della polizia penitenziaria in contesti di emergenza.
