Il fenomeno delle auto con targhe straniere utilizzate in Italia, noto come esterovestizione, potrebbe vedere una svolta decisiva con il nuovo Codice della Strada in discussione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il testo-base, attualmente in consultazione con le associazioni di settore, introduce l’obbligo per chi usa stabilmente un veicolo con targa estera di registrare il mezzo nel Registro dei veicoli con targa estera (Reve) e di stipulare una copertura assicurativa italiana o autorizzata nel nostro Paese.
Questa misura arriva per contrastare l’uso improprio di auto immatricolate all’estero, fenomeno particolarmente diffuso nel Mezzogiorno, in particolare in Campania e Napoli, come sottolineato dal sottosegretario Tullio Ferrante. L’obiettivo è garantire maggiore tracciabilità e conformità alle normative italiane, evitando l’elusione degli obblighi assicurativi e fiscali.
Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha già disposto controlli mirati per individuare veicoli con immatricolazioni fittizie, prevedendo sanzioni pecuniarie e sequestri amministrativi. Già dal 2018, con il decreto Sicurezza, erano stati introdotti divieti alla circolazione dei mezzi esteri di proprietà di residenti italiani, rafforzati poi dall’articolo 93-bis del Codice della Strada che limita l’uso dei veicoli esteri oltre i tre mesi di residenza e impone la registrazione per chi circola con auto estere per più di 30 giorni l’anno.
La bozza finale del nuovo Codice della Strada è attesa per il 14 ottobre 2026, dopo i confronti con le associazioni che dovranno esprimersi entro il 13 settembre. Se approvate, queste regole segneranno un giro di vite significativo contro un fenomeno che da anni alimenta dibattiti e difficoltà di controllo sul territorio nazionale.
