Suicidio assistito a Torre Annunziata: in arrivo il dispositivo dalla Toscana

Ultime News

Roma, tenta di truffare anziana, ma in casa trova i veri carabinieri: arrestato un 33enne napoletano

Un 33enne della provincia di Napoli, con precedenti per...

Napoli si prepara ad ospitare l’America’s Cup 2027 con una stagione ricca di regate

Napoli si prepara a diventare la cornice della 38ª...

Campi Flegrei, strategie condivise per affrontare l’emergenza abitativa post-bradisismo

Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato...

Il tribunale di Torre Annunziata ha accolto il ricorso urgente di una donna affetta da Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla), riconosciuta idonea per accedere al suicidio medicalmente assistito. Il giudice ha ordinato all’Usl Toscana Nord Ovest di fornire un dispositivo per l’autosomministrazione, già impiegato in un caso simile in Toscana, da consegnare all’Asl Napoli 3 Sud entro sette giorni lavorativi a partire dal 29 agosto 2026.

L’Asl Napoli 3 Sud è tenuta a predisporre tutte le procedure necessarie per ricevere, trasportare e testare il dispositivo, oltre a individuare il personale sanitario e tecnico coinvolto. Entro tre giorni lavorativi dalla prova di funzionamento, la paziente dovrà ricevere una relazione conclusiva contenente dettagli sul farmaco, sul protocollo e sul piano operativo della procedura, i cui costi saranno a carico dell’Asl.

L’Asl Napoli 3 Sud ha precisato di aver agito tempestivamente e senza ritardi imputabili all’azienda sanitaria, attivando la Commissione Tecnica Multiprofessionale Permanente per la valutazione delle condizioni cliniche della paziente e la verifica dei requisiti previsti dalla Corte costituzionale.

Il Comitato Etico Territoriale Campania 2 ha espresso parere favorevole all’unanimità. Tuttavia, la fase finale della procedura si è complicata a causa della necessità di un sistema tecnologico integrato che consenta alla paziente di attivare autonomamente la pompa infusionale con il solo movimento degli occhi.

Dopo due consultazioni preliminari di mercato andate a vuoto, l’Asl ha richiesto supporto al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), che aveva sviluppato un dispositivo simile, senza però ottenere risultati.

In mancanza di soluzioni commerciali, l’Asl Napoli 3 Sud ha chiesto all’Azienda Usl Toscana Nord Ovest la temporanea disponibilità del dispositivo realizzato dal CNR. Quest’ultima ha accettato, ma ha sottolineato la necessità di completare alcune verifiche tecniche e passaggi amministrativi prima del trasferimento. Il tribunale ha rigettato la richiesta della paziente di applicare una penale per eventuali ritardi, riconoscendo il comportamento collaborativo delle amministrazioni coinvolte.

L’ordinanza ha dunque il fine di coordinare e definire i tempi delle operazioni necessarie, senza attribuire colpe o ritardi all’Asl Napoli 3 Sud, che si è impegnata a sostenere tutti i costi relativi alla procedura. La paziente, identificata con il nome di Irene per tutelarne la privacy, aveva confermato la propria volontà in un’udienza da remoto, utilizzando un puntatore oculare per comunicare.

Fonte