Arzano – Un’operazione dei Falchi della Squadra Mobile di Napoli ha colpito al vertice il clan Ferone di Casavatore: Cosimo Di Fiore, detto Cocò, è stato fermato mentre trasportava cocaina per oltre tre chili, in una circostanza che lascia pochi dubbi sulla sua funzione nell’organizzazione.
I movimenti dell’uomo erano stati seguiti con attenzione: l’intercettazione è avvenuta lungo il corso Salvatore D’Amato, dove l’indagato, a bordo di un veicolo, è stato controllato e trovato con un borsone contenente tre panetti di cocaina. L’operazione ha permesso di bloccare immediatamente il carico prima che potesse alimentare una diffusa rete di spaccio. L’azione dei Falchi è stata facilitata dal monitoraggio dei movimenti e dalla tempestività dell’intervento, che ha evitato possibili deviazioni e complicazioni dell’indagine.
A quel punto è scattata la perquisizione presso l’abitazione dell’arrestato, con l’ausilio di un’unità cinofila della Guardia di Finanza. Durante le verifiche sono stati trovati due coltelli da cucina intrisi di sostanza stupefacente, un bilancino di precisione, diverso materiale per il confezionamento della droga e 67.000 euro in contanti. Si tratta di elementi che, se da un lato restano nell’alveo dell’indagine in corso, dall’altro indicano una logistica atilistica e una clientela già consolidata sul territorio.
Di Fiore è stato accompagnato in carcere. Le indagini proseguono per chiarire la filiera della droga: fornitori, canali di rifornimento e la rete di vendita che avrebbe sfruttato la zona di riferimento. L’obiettivo è ricostruire l’intero circuito, dalle movimentazioni iniziali allo smistamento ai vari pusher, con una attenzione particolare ai flussi di denaro indicati dai contanti sequestrati.
L’operazione ha avuto anche una dimensione economica significativa per le casse del clan: il sequestro degli stupefacenti e dei contanti ha provocato un danno stimato superiore ai 150 mila euro, un indice di rilievo della dimensione dell’attività illecita coordinata dall’organizzazione di Di Fiore. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la scoperta della cifra immediatamente disponibile in casa rientra in una logica di controllo del territorio e di bilanciamento tra domanda e offerta che caratterizza il traffico locale.
Ai dettagli della vicenda si accompagnerà certamente l’esame delle dichiarazioni del gip in udienza di convalida, prevista in presenza del difensore dell’arrestato. Gli investigatori continuano intanto a scavare nei contorni della rete: chi erano i destinatari del carico, quali erano i fornitori e quali reti di clientela erano effettivamente attive nella circoscrizione di Arzano e Casavatore.
L’operazione, che ha visto la sinergia tra Falchi della Mobile e unità cinofile della Guardia di Finanza, ribadisce la strategia delle forze dell’ordine nel contrasto alle squadre criminali strutturate. Un profilo di responsabilità sarà definito dall’esito delle indagini e dall’udienza di convalida, ma l’evidenza dei fatti finora raccolta disegna già una mappa di traffico e contabilità che gli inquirenti intendono rendere trasparente alle sedi competenti.
