Estorsione a Napoli: Roberto Massaro Arrestato per Tentata Riscossione
Roberto Massaro, un 50enne di Secondigliano noto per i suoi legami con il clan Cesarano, è tornato nuovamente dietro le sbarre dopo soltanto pochi mesi di libertà. Questa volta, gli agenti della Squadra Mobile di Napoli, in particolare del gruppo “Falchi”, hanno arrestato Massaro mentre tentava di estorcere denaro a un avvocato della zona.
La sequenza degli eventi, che si è svolta nelle ultime 48 ore, ha preso avvio mercoledì quando Massaro si è presentato nello studio legale dell’avvocato con una richiesta nebulosa di “pizzo”, chiedendo un “regalo” senza specificare alcuna cifra. Nonostante il tono perentorio della sua richiesta, il professionista è riuscito a mantenere la calma e a guadagnare tempo, avvisando tempestivamente la polizia non appena Massaro ha lasciato l’ufficio.
Il giorno seguente, gli agenti avevano predisposto un piano di intervento, infiltrandosi nello studio legale sotto mentite spoglie. Due poliziotti si sono finti clienti nella sala d’attesa, mentre altri vigili controllavano l’esterno. Quando Massaro è rientrato per ripetere la sua richiesta, i poliziotti hanno potuto ascoltare ogni dettaglio della conversazione. Al segnale di conferma, gli agenti hanno fatto irruzione e arrestato Massaro con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Massaro non è nuovo a problemi con la giustizia; era stato condannato a quattro anni per estorsione nel 2021, dopo un arresto nel 2019 avvenuto durante un’operazione contro il racket nel Rione Kennedy, dove, insieme ad altri membri del clan, estorceva denaro ai commercianti locali.
Questa nuova vicenda mette in luce non solo l’arroganza di un personaggio già noto, ma il coraggio di una vittima che ha interrotto il ciclo di intimidazioni. Inoltre, il tempestivo intervento delle forze dell’ordine dimostra il crescente impegno nella lotta contro l’estorsione e il crimine organizzato a Napoli, evidenziando come le autorità continuino a lavorare per contrastare questa piaga sociale. Gli investigatori rimangono vigili, e la lotta contro la criminalità organizzata è lungi dall’essere conclusa.
