Faide e errori fatali: la devastante ricostruzione del trapianto di cuore di Domenico
Un tragico epilogo si aggiunge alla storia del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di soli due anni e mezzo deceduto a seguito di un trapianto di cuore maldestro. La Procura di Napoli ha avviato indagini dettagliate su una serie di chat WhatsApp scambiate tra i medici che hanno partecipato all’intervento, rivelando un inquietante intreccio di falsificazioni e reticenze che potrebbero cambiare il corso della giustizia per il caso.
Il dramma si consuma nell’ospedale Monaldi di Napoli, dove il 23 dicembre 2025 Domenico è stato sottoposto a un intervento chirurgico che si rivelerà fatale. Le indagini, condotte dal pm Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, hanno messo in luce le prove di un’alterazione del diario clinico, con quattro distinte versioni di referti che raccontavano la stessa operazione, ma con tempistiche sorprendenti e inaccettabili.
Attraverso analisi approfondite dei messaggi tra la dottoressa Emma Bergonzoni e la specializzanda Mariangela Addonizio, si è accertato che le varie stesure del referto riguardavano la cronologia della cardiectomia. Nelle prime due versioni, l’atto chirurgico avveniva in concomitanza con l’arrivo dell’équipe da Bolzano, mentre nelle altre due, la rimozione del cuore si spostava temporalmente a un momento cruciale, inappropriato e ingiustificato, ovvero l’estrazione dell’organo dal frigo-box.
Per gli inquirenti, un elemento cruciale in questa drammatica vicenda risiede nel tentativo di giustificare l’inefficienza di un sistema che ha instaurato una catena di errori letali. La documentazione manomessa, ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, ha portato a un provvedimento cautelare: il giudice per le indagini preliminari Mariano Sorrentino ha disposto l’interdizione dalla professione per un anno nei confronti dei due medici coinvolti.
Le ripercussioni di questo caso stanno iniziando a farsi sentire non solo sul piano legale, ma anche sul piano umano. Le famiglie dei piccoli pazienti, già colpite dall’incertezza del futuro, si trovano ora di fronte a un evento che solleva interrogativi inquietanti sulla fiducia riposta nel sistema sanitario. Molti si interrogano su come possano verificarsi simili errori in un contesto dove la vita di un bambino è in gioco.
Il prossimo 11 settembre, il Tribunale del Riesame di Napoli avrà il compito di esaminare l’appello presentato dai legali dei medici coinvolti. Nel frattempo, la comunità resta in attesa di chiarimenti e giustizia per una vicenda oscuro e straziante, in cui, al di là delle responsabilità legali, emerge la necessità di una riflessione profonda sulle pratiche e sugli standard di sicurezza applicati in tali interventi cruciali.
