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Cronaca Giudiziaria

Aversa: Patrizio Spasiano, 19, proteste per rinvio a giudizio dei cinque imputati

Titolo: Aversa, rinvio tecnico dell’udienza per la morte di Patrizio Spasiano: ora si va al 21 gennaio 2027 L’udienza preliminare sul caso Patrizio Spasiano, il diciannovenne che perse la vita nel gennaio 2025 nello stabilimento Frigocaserta…

Aversa: Patrizio Spasiano, 19, proteste per rinvio a giudizio dei cinque imputati

Titolo: Aversa, rinvio tecnico dell’udienza per la morte di Patrizio Spasiano: ora si va al 21 gennaio 2027

L’udienza preliminare sul caso Patrizio Spasiano, il diciannovenne che perse la vita nel gennaio 2025 nello stabilimento Frigocaserta di Gricignano d’Aversa a causa di una fuga di ammoniaca, è stata rinviata per motivi tecnici. La nuova data fissata è il 21 gennaio 2027, mentre fuori dal palazzo di giustizia di Aversa la protesta non si ferma e i familiari mantengono la mobilitazione in prima linea.

Di fronte al GUP del Tribunale di Napoli Nord, la discussione riguardante la richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla Procura resta congelata in attesa di ulteriori verifiche tecniche. Il rinvio è stato comunicato come una necessità procedurale, che non interrompe la posizione della Procura né la possibilità di aprire un processo nei confronti degli imputati coinvolti.

Al centro del procedimento figurano cinque soggetti, i quali risponderebbero di gravi negligenze in ambito sicurezza sul lavoro. Sono Domenico Razzano, legale rappresentante della Frigocaserta e committente dei lavori; Alfonso Avola, legale rappresentante della cooperativa Cofrin e datore di lavoro della vittima; Erasmo Avola, preposto al cantiere; Alfredo Migliore, coordinatore della sicurezza; e Roberto Pescia, responsabile dei lavori. Le loro posizioni saranno valutate dal giudice per accertare se esistano gli estremi per un rinvio a giudizio.

La ricostruzione della Procura indica che, la mattina della tragedia, Patrizio Spasiano svolgeva interventi di manutenzione all’interno dello stabilimento. Durante manovre di cantiere un trabattello avrebbe urtato un manometro, provocandone la rottura e una massiva fuoriuscita di gas ammoniaca. L’inalazione e l’esposizione al gas, secondo gli accertamenti, avrebbero provocato un grave edema polmonare acuto, che si è rivelato fatale in breve tempo.

All’esterno del tribunale, la voce dei familiari si è unita a quella di attivisti e cittadini. Simona Esposito e Armando Spasiano hanno accompagnato l’energia della protesta con striscioni e uno slogan che richiama verità e giustizia per Patrizio. Accanto a loro, un gruppo eterogeneo di attivisti, studenti e militanti hanno espresso solidarietà e richiesto trasparenza sulle responsabilità delle aziende coinvolte. L’immagine della piazza racconta una domanda non risolta: quali misure di prevenzione e controllo sarebbero effettivamente necessarie per evitare nuove tragedie in contesti simili?

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la dinamica descritta dalla Procura ha posto l’accento sull’episodio di cantiere come causa della fuoriuscita letale. Le conclusioni sull’origine dell’incidente restano al centro delle indagini, così come la verifica delle responsabilità di chi gestisce e sovrintende i lavori. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio, ma la decisione finale arriverà dal giudice nei prossimi mesi, dopo l’esame dei dettagli tecnici e delle prove disponibili.

Rimane aperta la cornice interpretativa di quanto accaduto: resta da chiarire con precisione quale livello di responsabilità ricada su ciascun soggetto e quali misure di prevenzione avrebbero potuto impedire la tragedia. L’esito della fase preliminare potrebbe definire non solo l’eventuale processo, ma anche un richiamo pubblico sull’attenzione alle norme di sicurezza nelle industrie casertane.

La vicenda continua a suscitare attenzione territoriale in Campania, dove Napoli Nord e le realtà industriali della provincia di Caserta sono al centro del dibattito su sicurezza, controlli e responsabilità imprenditoriale. Nel frattempo, la piazza resta vigile: la famiglia Spasiano non desiste dall’esercitare il diritto di chiedere chiarezza, e le associazioni presenti ricordano che dietro ogni numero c’è una storia umana da custodire.

In questo contesto, resta cruciale seguire gli sviluppi: la data del rinvio al 21 gennaio 2027 non chiude la discussione, ma inaugura un nuovo capitolo del procedimento, con la prospettiva di un vero esame della responsabilità e della tutela delle vite sul lavoro. Tuttavia, come sempre, ogni passo dovrà essere guidato dalla prudenza giuridica e dal rispetto della presunzione di innocenza.

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