Insieme con Roberto Ursillo il 17 settembre del 2012 a Chiaiano doveva morire anche il fratello Salvatore. Lo ha svelato agli investigatori il pentito Felice Leonardi, figlio dell’ex boss, anch’egli pentito Antonio ‘o chiappellone. Tra le sue dichiarazioni contenuti nell’ordinanza di custodia cautelare del mese scorso contro i vertici della Vinella Grassi e del clan Abete-Abbinante-Notturno protagonisti della terza faida si Scampia del 2012 ci sono anche quelle relative a questo omicidio. Ha raccontato Leonardi:
“Omicidio commesso dal Lotto G, in particolare LUCARELLI Antonio, BARRETTA Ciro, BRUNO, Petro POLVERINO che fece il filo quando Urisllo scese dalla casa di Marianella. Si trattava di un affiliato agli Abete Abbinante, che quando scoppiò la faida andò con Abbinante Arcangelo, BALDASSARRE Salvatore, ed una terza persona a cacciare con i mitra le persone dalla piazza di spaccio della 33,· questo Ursillo RobertoO si occupava di andava a prendere i soldi dagli acquirenti di droga di Antonio BASTONE, di cui era un cugino. Andava a prendere i soldi anche da MIMMO, a Qualiano, la persona da cui si recò successivamente anche Giovanni dei giocattoli, inteso GIORDANO GiovanniI, quando venne commesso l’agguato ai suoi danni. So di preciso di questo omicidio perché il giorno prima andai da ACCURSO Umberto in una casa del Perrone; gli dissi che il giorno dopo Ursillo Roberto si sarebbe recato a Qualiano a prendere i soldi da Mimmo, soggetto che oltre che comperare la droga da Bastone; che peraltro la vendeva per gli Abbinante, la comperava anche da noi. Era infatti stato Mimmo a dirmelo. Invero noi Leonardi ci eravamo già organizzati per fare l’omicidio di Ursillo a Qaualino. Lo dovevano fare mio fratello GIOVANNI e mio cugino MICHELE Silvestro. Accurso Umberto mi chiese di aspettare perché per la commissione di questo omicidio erano già pronti, si erano organizzati quelli del Lotto G
che mi indicò in Lucarelli Antonio, Barretta Ciro, Bruno e Pierino Polverino. Nella casa del Perrone era presente Lucarelli Antonio ed Accurso Umberto
gli chiese davanti a me: Siete sicuri che questo Roberto ve lo prendete, se no sono già pronti loro. LUCARELLI rispose ad Acuurso Umberto: fa conto che questo è già morto, PIERINO gli sta addosso da una settimana e domani lo dobbiamo uccidere. In realtà si doveva uccidere anche il fratello Salvatore, che poi non si trovò nell’auto insieme con il fratello. Accurso Umberto mi disse: facciamo una cosa, se questo omicidio riesce, da Mimmo a Qaualino voi vi prendete qualche altro affiliato che gli ABETE ABBINANTE manderanno a prendere i soldi. Commesso l’omicidio, poi parlai in carcere a Secondigliano, giù alla sala computer, dove facemmo un corso insieme, con BARRETTA Ciro, il quale si lamentava della Vinella che gli mandava solo 2mila euro al mese da carcerato mentre prima percepiva 5mila euro al mese. Barretta Ciro mandò tramite i colloqui di LUCARELLI Antonio un bigliettino ai fratelli Accurso ed Antonio accurso gli rispose che 2mila euro erano sufficienti. Barretta Ciro mi disse: Umberto prima ti fa commettere gli omicidi e poi quando finisci in carcere si dimenticano di te; venimmo così all’omicidio Ursillo e mi disse lo sai anche tu, perché eri presente, che io ho partecipato ali ‘omicidio Ursillo, e confermò che Lucarelli Antonio, SBIRULINO, aveva partecipato, dicendo dì anche a Sbirlulino che ci hanno abbandonato; il Bruno del Lotto G che partecipò a questo omicidio è PERRELLA Bruno, confermatomi da Accurso Umberto e da Lucarelli Antonio. Ppietro Polverino ebbe modo di confermarmi la sua partecipazione all’omicidio Ursillo, dopo la collaborazione di GUARINO Rosario, il quale sapeva e poteva indicare la sua partecipazione, per come aveva saputo da Polverino stesso giù alla scuola nel carcere di Secondigliano”.
Renato Pagano
19.continua
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(nella foto il luogo dell’omicidio Ursillo e nel riquadro Umberto Accurso)
