Camorra al rione Sanità, il pentito: ‘Vastarella ci mandava a fare la spesa con la sua tessera d’identità’

Il peso specifico a livello criminale del boss Patrizio Vastarella era talmente elevato nel rione Sanità che per chiedere il pizzo ai commercianti mandava in giro i suoi scagnozzi con  la carta d’identità. Bastava mostrarla e dire il suo nome. I negozianti già sapevano cosa fare. Lo faceva quando aveva ospiti a casa o in occasione delle festività. Pizze, cibo, e dolci gratis. Perché era lui che comandava sul rione. E’ parte dell’incredibile racconto fatto dal pentito Rosario De Stefano, uno del quartiere ma che è stato negli ultimi anni al servizio del boss Carlo Lo Russo, arrestato con il capo dei “Capitoni” di Miano, la sua famiglia e i suoi fedelissimi nel 2016 ha deciso di pentirsi quando la sua ex donna, dalla quale ha avuto una figlia, e nel frattempo diventata amante di Lo Russo, aveva convinto il padrino di via Ianfolla a passare dalla parte dello Stato. E così De Stefano, ragazzo della sanità oltre a svelare molti retroscena sugli omicidi del boss Pierino Esposito, su quello dell’omicidio dell’innocente Genny Cesarano, sulla strage delle Fontanelle ma anche su tutti i traffici illeciti del clan Vastarella: ha raccontato De Stefano:”…le estorsioni presso le pizzerie e le pasticcerie erano fatte col sistema della tessera. ovvero Patrizio ci dava la sua carta d’identità e ci diceva di andare presso gli esercizi commerciali indicati per fare la spesa senza pagare. Ad esempio se aveva degli ospiti a casa mi mandava a prendere le pizze. Io mi presentavo e mostravo la sua tessera d’identità facendo l’ordine a nome suo. Il commerciante non diceva nulla perché già sapeva chi era Patrizio Vastarella. Fu proprio lui ad introdurre questo sistema per limitare le richieste di pizzo fatte ai commercianti a nome suo… Questo sistema serviva per dare la certezza ai commercianti che la richiesta veniva proprio da lui”.

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