Camorra, i fratelli Esposito avevano importato a Roma il modello Scampia delle piazze di spaccio

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I fratelli Esposito, arrestati oggi dai carabinieri nell’ambito della maxi operazione che ha smantellato due gruppi criminali che operavano nella capitale, avrebbero strutturato la principale piazza di spaccio di San Basilio, alla periferia di Roma, sul modello tipico di Scampia. A quanto ricostruito dagli inquirenti, la compagine diretta dai due fratelli Esposito era organizzata con dei “capi piazza”, numerosi pusher ai quali veniva imposto l’esclusivo approvvigionamento della droga dal sodalizio e diverse vedette. Un cugino, gestore della piazza, si sarebbe perfino tatuato sul braccio i loro diminutivi “Sasa’” e “Genny”. “Negli anni 90 la famiglia Esposito si e’ trasferita a Roma- ha ricostruito il Procuratore Aggiunto della DDA di Roma, Michele Prestipino, durante una conferenza stampa- il gruppo ha stretto rapporti criminali e relazioni portando un know-how significativo nella gestione delle piazze di spaccio, portando a Roma il modello di spaccio delle piazze napoletane, in particolare Scampia”. Imponevano ai pusher l’esclusivo approvvigionamento della droga dall’organizzazione e chi non eseguiva veniva punito. E’ quanto accertato dai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma che hanno smantellato con 19 arresti due gruppi criminali, uno di stampo camorristico e l’altro che si avvaleva della collaborazione di esponenti delle cosche della ‘ndrangheta. In particolare nell’aprile 2015 a San Basilio, alla periferia della Capitale, tre pusher vennero gambizzati perche’ si erano riforniti da estranei al gruppo guidato dai fratelli Esposito. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati 25 chili di cocaina, che avrebbero fruttato al dettaglio circa 6 milioni di euro e due pistole: una revolver e una semiautomatica. Nelle perquisizioni di stamattina a San Basilio, i carabinieri hanno arrestato altre due persone in flagranza di reato: una per detenzione ai fini di spaccio e l’altra perche’ aveva in cucina un fucile a canne mozze.

Cronache della Campania@2018

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