Camorra, il pentito: ‘La moglie del boss mi svegliava di notte per farmi comprare la droga per il marito’

Il pentito Rosario De Stefano aveva avuto anche una relazione amorosa con Dora Staterini, la moglie del boss del rione Sanità, Patrizio Vastarella. E’ stato lui stesso a confessarlo ai pm della Dda di Napoli nel corso delle sue lunghe deposizioni sulla storia criminale della famiglia malavitosa che controlla parte del rione. Ma la cosa era nota anche in famiglia perchè nel corso di un colloquio in carcere ne parla anche Fabio Vastarella, nipote di Patrizio, con la moglie e con la madre. L’inedito particolare è contenuto nelle 391 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmate dal gip Francesca Ferri con la quale il mese scorso è finito in carcere tutto il vertice dei Vastarella, tra cui il boss Patrizio, il figlio Antonio, la moglie Dora Staterini, il nipote Fabio e altre 14 persone tra familiari e affiliati. Ha raccontato De Stefano: “…la moglie di Patrizio Vastarella si chiama Dora Staterini con cui ho avuto una breve relazione amorosa clandestina. Sul suo conto posso dire che a volte, insieme alla moglie di Raffaele Stella detto “Lelluccio o’femmenell”, scendevano per la Sanità per accertare se fossero presenti membri dei clan Misso – Pirozzi – Savarese. Aggiungo, inoltre, che in più di un’occasione, quando abitavo nelle Fontanelle al primo piano dello stabile dove viveva anche Lello Vastarella, Dora mi veniva a svegliare di notte e mi chiedeva di andare a recuperare un poco di cocaina per Patrizio Vastarella che ne era rimasto senza; mi consegnava la tessera di Patrizio ed io andavo a prenderle la cocaina o da Antonio della Corte detto “o’Criminal” oppure da “Topolino” il cugino di Giulio Pirozzi; come ho già detto in precedenza, si trattava di vere e proprio estorsioni di circa 5/10 grammi di cocaina alla volta che servivano per gli usi personali di Patrizio”. Che Rosario De Stefano, diventato collaboratore di giustizia, dopo essere passato con il clan dei “capitoni” di Miano e dopo il pentimento del boss Carlo Lo Russo, fosse diventato un pericolo per la cosca del rione Sanità, lo scrive il gip Francesca Ferri nell’ordinanza:
“La sua provenienza ed i suoi legami con la criminalità organizzata, trasversali, rendono le dichiarazioni rese dal De Stefano attendibili sotto il profilo intrinseco soggettivo: conoscitore dei territori e delle dinamiche criminali in cui è inserito da anni, di lui si fidano i vertici dei diversi gruppi camorristici che si servono dei suoi ‘servigi’ nei diversi periodi. Non solo in contatto con Carlo Lo Russo (anche grazie al rapporto che lega il capo clan alla ex compagna del De Stefano) cui riferisce informazioni relative alla Sanità; ma anche al servizio, in epoca precedente, dei Vastarella ed in particolare in diretto contatto con Patrizio Vastarella e la moglie Dora Staterini. Conosce, come sopra visto, molti degli indagati odierni nei confronti dei quali non nutre sentimenti di astio o rancore che possano averlo indotto a rendere dichiarazioni false o calunniose. D’altra parte, lo spessore criminale dei ‘chiamati’ in correità è tale che il De Stefano non correrebbe il rischio di ritorsioni per false dichiarazioni a loro carico. Conosce, infatti, proprio i vertici dei Vastarella avendo avuto rapporti sia con Patrizio che con Raffaele, risalenti al periodo in cui anche suo cognato Enzo Toscano faceva parte del clan. In tempi più recenti, all’indomani della scarcerazione di Patrizio Vastarella, ha continuato a frequentare diversi affiliati (Antonio Vastarella, Fabio Vastarella, Micol, Stella Raffaele, Stella Antonio, Topo Raffaele, Capocelli) essendo coinvolto in affari di droga oltre che per essere egli stesso un consumatore di stupefacenti: addirittura, confessa di aver avuto una relazione sentimentale con la moglie di Patrizio Vastarella, Dora Staterini. Nel ripercorrere le singole dichiarazioni, si rileva come ricorra anche il requisito dell’attendibilità intrinseca oggettiva avendo il collaboratore offerto agli investigatori indicazioni precise e dettagliate in ordine, in particolare, ai profili criminali degli affiliati al clan Vastarella effettuando anche riconoscimenti fotografici. Peraltro, va evidenziato che del pentimento di De Stefano risultano preoccupati alcuni componenti della ‘famiglia’ Vastarella: dai dialoghi registrati durante i colloqui intrattenuti in carcere da Fabio Vastarella con i familiari, emergono chiari riferimenti alla scelta collaborativa del De Stefano. La madre e la moglie di Fabio, nipote di Patrizio Vastarella, si chiedono se il De Stefano abbia parlato di loro e si ha anche conferma alla dichiarazione del De Stefano in ordine all’esistenza di una relazione sentimentale intrattenuta dal predetto con Dora Staterini, moglie di Patrizio”. Ecco il colloquio intercettato in carcere il 19 novembre del 2016:
Fabio: ha detto qualcosa di noi?
Manuela: (annuisce con la testa)
Gelsomina: si!
Manuela: la prima dichiarazione…la sua prima dichiarazione da pentito ha parlato… (indica con la testa Fabio)
Gelsomina: lo sai che ha detto…che voi a Vastarella avevate fatte le case a bunker e avevate..inc..(abbassa la voce)
Manuela: (dice qualcosa ma sempre con voce bassa) ..le carte..inc..la rapina…però c’è scritto non è attendibile ..inc.., il fatto di quello che hai detto mo tu…stai dicendo proprio…
Fabio: quello..inc.. stava là..se la faceva con la moglie..se la faceva …

5. continua

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