Arresti domiciliari fuori regione. Questa la decisione dei giudici per Renato Elia jr detto o’ nano, 24 anni figlio del boss Antonio detto “capocchia”, reggente insieme con il fratello Ciro detto “Mucillo” del clan a conduzione familiare che controllava l’ingente traffico di droga al Pallonetto di Santa Lucia. Il giovane nel marzo scorso è stato condannato a sei anni e otto mesi di reclusione per traffico di droga nel processo che si è celebrato davanti al gup Federica Colucci con il rito abbreviato. Arresti domiciliari concessi dopo una accurata istanza difensiva proposta dagli avvocati Rocco Curcio e Giuseppe De Gregorio, difensori di Renato Elia, considerato un pezzo “da novanta” della cosca. I carabinieri nel 2016 lo immortalarono con delle telecamere nascoste piazzate di fronte alla sua abitazione mentre prendeva la droga da un nascondiglio su un terrazzino adiacente la casa. La cosca degli Elia e tutte le famiglie federate hanno ricevuto condanne complessive per quasi quattro secoli secoli di carcere.
Quello degli Elia e’ il clan di Napoli che controlla la zona del Pallonetto di Santa Lucia, una ‘porta’ verso la citta’ che si affaccia sul mare, in particolare il lungomare Caracciolo, ma anche verso i Quartieri Spagnoli.
L’organizzazione criminale, retta attualmente da Antonio detto ‘o Capocchia, insieme al fratello Ciro, alias ‘o Mucill, si occupa del racket e dello spaccio della droga, gestendo direttamente tre grosse ‘piazze’ di cui due controllate da altrettante donne, Giulia, sua sorella minore, e Adriana Bianchi, sua cognata e moglie di Renato, altro fratello.
La cosca storica del Pallonetto, spiccatamente a conduzione familiare ma organizzato in modo militare, al vertice comprende anche Luciano e Anna, gli altri due figli di Michele ‘e Tribunale, capostipite della ‘famiglia’ di camorra e di Anna Di Mauro. Il 17 gennaio scorso l’organizzazione ha subito un pesante colpo dopo l’indagine dei carabinieri che ha portato a 43 arresti tra boss, affiliati e sottogruppi per lo spaccio di droga.
Un’inchiesta che ha portato alla luce anche l’abitudine da parte delle donne del clan di coinvolgere i figli minori per la confezione delle dosi di stupefacenti e per la loro consegna a pusher e clienti. A Giulia Elia e alla cognata Adriana Bianchi infatti il mese scorso è stata tolta la patria potestà per ben 40 anni.Il clan e’ da anni in guerra con i Ricci dei Quartieri Spagnoli, che fanno capo al boss Enrico Ricci, motivo per cui negli anni ha chiuso un’alleanza con i Lepre della zona del Cavone, mentre gli avversari hanno stretto un sodalizio con un ex affiliato dei Sarno, Antonio D’Amico, residente ai Quartieri Spagnoli.
La famiglia del Pallonetto conterebbe anche sul sostegno dei D’Amico del quartiere Ponticelli, e del cartello Marfella-Pesce del quartiere di Pianura. Diversi gli episodi registrati dalla cronaca anche recente dello scontro tra gli Elia e i Ricci.
Nel 2015 ci fu il ferimento in un agguato di Michele Elia jr, nipote del boss Michele, e una ‘stesa’ contro i Ricci, eseguita dai giovani Elia nella zona della Pignasecca, a pochi passi dall’ospedale dei Pellegrini, regno della cosca nemica.
