Estorsione resta in carcere il boss Salvatore D’Amico ‘o pirata

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Resta in carcere solo il pirata. Il boss Salvatore D’Amico, signore incontrastato della zona di san Giovanni a Teduccio che contrasta quella dei Rinaldi e dei Reale del rione Pazzigno, ha preferito rimanere in silenzio davanti al gip Claudio Marcopido non rispondendo alle accuse sulle presunte estorsioni nella zona ad alcuni imprenditori e in particolare una richiesta di 2mila euro a un noto commerciante. Con lui su richiesta dei pm Antonella Fratello e Alessandra Converso della Dda di Napoli erano stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria anche il nipote il nipote Salvatore Salomone, figlio di Giovanni che venerdì 13 aprile è rimasto vittima di un agguato di camorra mentre si trovava sotto la sua abitazione in corso Protopisan ei anche Giovanni Paduano e l’ex pentito Salvatore Cianniello. Ebbene in sede di convalida del fermo Salomone (difeso dall’avvocato Antonio Gallo) aveva respinto gli addebiti. Rispetto alla sua posizione il gip ha ritenuto insussistenti i gravi indizi di colpevolezza, per cui è stato scarcerato. Rimane indagato a piede libero. Lascia il carcere anche Giovanni Paduano, ma a lui sono stati concessi i domiciliari.