Racket dei bibitari casalesi, zio e nipote negano le accuse davanti al giudice

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I Della Valle respingono l’accusa di tentata estorsione ai campi da calcetto. Ammesso il contrabbando di sigarette
Hanno respinto l’accusa della tentata estorsione ai campi di calcetto di San Tammaro mentre Antonio Della Valle ha ammesso le contestazioni sul contrabbando di sigarette. Questo in estrema sintesi l’esito dell’interrogatorio di garanzia di Antonio Della Valle e di suo nipote Giuseppe Della Valle, rispettivamente di 49 e 20 anni di Capua, da ieri detenuti al carcere di Secondigliano in seguito ad un’inchiesta della Dda.
Stamattina presso la casa circondariale napoletana zio e nipote, accompagnati dal loro legale di fiducia, l’avvocato Nello Sgambato, hanno risposto alle domande del giudice Isabella Iaselli. Entrambi hanno sconfessato l’accusa di tentata estorsione ai danni di alcuni campi di calcetto. Sia Antonio che Giuseppe Della Valle hanno negato la visita, denunciata dal titolare della struttura sportiva, per imporre la vendita di bibite.
Antonio Della Valle, inoltre, ha ammesso la contestazione relativa al contrabbando di “bionde”. Secondo la Dda sarebbe il promotore di un gruppo, operante tra Capua e Napoli, dedito alla vendita di tabacchi privi del marchio del Monopolio di Stato. All’esito dell’interrogatorio di garanzia l’avvocato Sgambato ha annunciato il ricorso al Riesame.
Intanto sono stati fissati per giovedì gli interrogatori di altre persone coinvolte nella medesima inchiesta

Cronache della Campania@2018