Manca il braccialetto elettronico: resta in carcere il manager russo arrestato a Napoli per spionaggio

Resta in carcere nonostante abbia ottenuto la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari. Mancano infatti i braccialetti elettronici che permetterebbero il controllo dell’indagato. L’ottava sezione della Corte d’Appello di Napoli sabato scorso ha deciso di concedere i domiciliari al manager russo Aleksandr Korshunov, che però resta detenuto nell’istituto di pena di Napoli-Poggioreale. Korshunov, difenso l’avvocato Gian Domenico Caiazza, e’ in stato di detenzione dalla fine di agosto con l’accusa di spionaggio industriale in base a una richiesta degli Usa, paese che ha pure avviato l’iter per l’estradizione dell’uomo. Per l’Fbi, Korshunov avrebbe rubato informazioni segrete da ex dipendenti di alcune societa’ della General Electric Aviation la quale produce, tra l’altro, motori per aerei. Anche la Russia ha chiesto l’estradizione del suo concittadino, a cui il suo Paese d’origine contesta di avere sperperato una ingente somma di denaro pubblico per consulenze definite “di nessun valore”, proprio quelle attraverso le quali secondo le autorita’ americane sarebbe entrato in possesso dei segreti.
Cronache della Campania@2019

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