Individuate nel cervello due nuove spie della malattia di Parkinson e grazie a questo risultato diventa possibile mettere a punto nuove terapie in grado di contrastare l’evoluzione della malattia, limitando gli effetti collaterali. Pubblicata in due articoli sulla rivista Neurobiology of Disease, la scoperta si deve alla ricerca internazionale condotta fra Italia, Stati Uniti, Francia e Giappone.
Le due spie sono gli alti livelli degli amminoacidi D-serina e L-serina, che nelle persone con il Parkinson compensano la progressiva perdita dei neuroni che producono la dopamina, il neurotrasmettitore che gioca un ruolo importante anche nel controllo del movimento. “Grazie ai risultati di questa ricerca, sarà possibile in futuro testare innovativi approcci terapeutici volti a…
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