Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione prima presieduta da Gianmario Palliggiano, ha emesso una sentenza che riguarda l’azienda di autotrasporti di Salvatore Bizzarro, con sede a Marcianise. Secondo la sentenza, l’azienda ha legami stabili con il clan camorristico Belforte.
Il ricorso presentato dall’imprenditore Bizzarro contro la decisione della prefettura di Caserta di non concedere la certificazione antimafia richiesta dall’azienda per l’iscrizione nella cosiddetta “white list” per il settore autotrasporti è stato respinto. Inoltre, è stata confermata la decisione dell’Autorità Garante per il Mercato di revocare il rating di legalità dell’azienda.
La sentenza si basa su diverse circostanze che indicano una stretta vicinanza tra l’azienda di Bizzarro e il clan Belforte. Tra queste circostanze, vi è la presenza come dipendenti nell’azienda di Bizzarro di parenti stretti di importanti camorristi, come Francesco Cirillo e Raffaele Cutillo, fratelli di noti membri del clan Belforte.
Inoltre, è emerso che Salvatore Belforte, figlio di Benito Belforte e fratello dei capi-clan Domenico e Salvatore Belforte, lavora come portiere non armato per una società di vigilanza presso il deposito dell’azienda di Bizzarro.
La difesa ha sostenuto che i fatti contestati risalgono a un periodo in cui l’azienda era gestita dal padre di Bizzarro e che l’imprenditore stesso sarebbe stato una vittima del clan, poiché avrebbe sempre pagato il pizzo. Tuttavia, il Tribunale Amministrativo ha citato diverse testimonianze di pentiti che indicano Bizzarro come colluso con la camorra.
Il Tribunale Amministrativo ha evidenziato che la giurisprudenza amministrativa riconosce come “imprenditore colluso” anche chi si lascia condizionare dalla minaccia mafiosa o decide consapevolmente di fare accordi con la mafia per ottenere vantaggi per la propria attività. In questo contesto, il pagamento del pizzo non esclude automaticamente la complicità con la mafia, secondo quanto sostenuto dai giudici.
Questa sentenza rappresenta un duro colpo per l’azienda Bizzarro e testimonia l’impegno delle autorità nel contrasto alla criminalità organizzata nella regione campana.
