Appello contro proscioglimento agenti per pestaggio ras Alessio Peluso: violenza in prigione
La Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha presentato un appello contro il proscioglimento disposto dal gup nei confronti di sei agenti della polizia penitenziaria accusati di aver compiuto un pestaggio nel carcere ai danni di Alessio Peluso, un giovane camorrista. Il pestaggio era avvenuto a gennaio del 2022 e aveva portato all’arresto di sei agenti penitenziari.
Nell’udienza preliminare tenutasi il 23 settembre scorso, il gup aveva rinviato a giudizio otto imputati, tra cui sei agenti di polizia penitenziaria, un medico e un infermiere del carcere, con l’accusa di tortura e lesioni personali aggravate. Tuttavia, il giudice aveva disposto il non luogo a procedere nei confronti di altri sei agenti, sostenendo che avessero partecipato al pestaggio solo con una presenza passiva e non partecipativa alle azioni violente.
La decisione del giudice di prosciogliere alcuni agenti è stata criticata dalla Procura, che ha presentato ricorso alla Corte d’Appello. La Procura sostiene che nella sentenza del gup manchi l’indicazione della formula di proscioglimento e che non sia chiaro il motivo per cui gli imputati siano stati prosciolti.
L’appello presentato dalla Procura chiede che il provvedimento del gup venga dichiarato nullo e che tutti gli indagati vengano rinviati a giudizio. Spetta ora alla Corte d’Appello valutare il ricorso presentato dalla Procura e decidere se annullare il proscioglimento degli agenti e procedere con il processo.
Questa vicenda evidenzia l’importanza di una giustizia equa e di una rigorosa indagine riguardo a episodi di violenza nelle prigioni. È fondamentale che tutte le persone coinvolte in un pestaggio vengano portate davanti a un tribunale e che sia fatta chiarezza sulla loro eventuale responsabilità . La violenza in carcere non può essere tollerata e coloro che la perpetrano devono affrontare le conseguenze delle loro azioni.
