Il clan Abbinante del Monterosa, attivo nella zona di Scampia a Napoli, è stato smantellato dalle forze dell’ordine con l’esecuzione di 37 misure cautelari. L’operazione ha portato alla luce la doppia natura di questo clan, capace di gestire traffici di droga a livello internazionale e allo stesso tempo di imporre il pizzo anche ai più indifesi.
Un episodio emblematico è quello avvenuto a marzo 2018, quando Arcangelo Abbinante ha imposto una tassa mensile di 50 euro a una signora che guadagnava al massimo 20 euro a settimana vendendo oggetti usati. Nonostante le difficoltà economiche della donna, il clan Abbinante non ha esitato a minacciarla e costringerla a pagare la somma richiesta.
L’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Nicola Marrone rivela che questo clan, che è sopravvissuto a tre faide (due con i Di Lauro e una con i “girati” di via Dante), ha mantenuto la propria forza grazie al patto di sangue che lega i suoi affiliati. Il comando della cosca è nelle mani dei membri della famiglia Abbinante, come Guido, Francesco, Antonio, Arcangelo, Francesco Jr. e Antonio Jr. Nel rione Monte Rosa di Scampia, erano loro a detenere il potere.
Oltre al traffico di droga, il clan Abbinante ha imposto il proprio controllo anche su altri settori economici, come la distribuzione di materie prime come il pane, la mozzarella e le buste di plastica. Dodici collaboratori di giustizia hanno testimoniato di come il clan imponesse il prezzo ai distributori, esigendo un pizzo mensile di mille euro per commerciare esclusivamente nel rione. Successivamente, il clan costringeva le salumerie e i supermercati ad acquistare la merce da quei distributori, utilizzando intimidazioni e violenze quando necessario.
Il gip Marrone ha sottolineato la “permanente vitalità criminale” del clan Abbinante, che ha imposto la sua presenza nel quartiere di Scampia riorganizzando le proprie fila attorno alla figura di Antonio Abbinante, detto “zio Tonino”, una delle figure centrali del clan che è uscita di prigione. Quando zio Tonino era in carcere, le giovani leve del clan, come Arcangelo e Francesco Abbinante, hanno temporaneamente preso il controllo del clan.
Il clan Abbinante è stato protagonista di diverse faide nel quartiere di Scampia negli anni 2000, e si è separato dai Di Lauro per unirsi al cartello degli Amato-Pagano. Nonostante le difficoltà e i cambiamenti di alleanze, il clan Abbinante è riuscito a mantenere una struttura solida e adattarsi ai mutamenti del panorama criminale.
L’operazione che ha portato all’arresto di 37 membri del clan Abbinante dimostra l’impegno delle forze dell’ordine nella lotta alla criminalità organizzata e alla camorra in particolare. Ora spetta alla magistratura svolgere le indagini e portare i responsabili di queste attività criminali davanti alla giustizia per fare luce su quanto accaduto e garantire che simili episodi non si ripetano in futuro.
