L’ex boss della camorra, Augusto La Torre, detenuto nel Polo Universitario del Carcere di Padova, è attualmente in sciopero della fame da 10 giorni. La motivazione dietro a questa drastica protesta è la richiesta di informazioni sui benefici penitenziari previsti per tutti i detenuti. La Torre, già pentito e collaboratore di giustizia, ha espresso la sua frustrazione per non aver ricevuto chiarezza su come procedere per ottenere i benefici previsti per i collaboratori di giustizia o per gli ex appartenenti alla criminalità organizzata.
Nonostante aver conseguito tre lauree durante la sua detenzione e aver pubblicato un libro sulla sua esperienza di collaborazione con la giustizia, La Torre ha dichiarato di essere scioperato della fame per ottenere una semplice risposta alle sue domande. Afferma di aver perso 10 chili ma che nessuno si sia degnato di fornirgli una risposta soddisfacente, nonostante i suoi 20 anni di collaborazione con la giustizia.
L’avvocato di La Torre, Antonio Miraglia, ha dichiarato che l’ex boss chiede solo un chiarimento su come procedere per ottenere i benefici penitenziari, sottolineando che molti altri collaboratori di giustizia si trovano nella sua stessa situazione e ottengono tali benefici regolarmente. La Torre ha espressamente affermato che continuerà lo sciopero della fame finché un magistrato non gli fornirà una risposta esauriente.
Inoltre, La Torre ha espresso delusione per la mancanza di supporto politico o mediatico, contrariamente ad altri detenuti che hanno ricevuto attenzione a causa di sostegno politico. La sua affermazione suggerisce una sensazione di abbandono e disillusione rispetto alle istituzioni giudiziarie e politiche.
La protesta di Augusto La Torre solleva importanti questioni sulla gestione dei benefici penitenziari per i collaboratori di giustizia e gli ex membri della criminalità organizzata. La sua situazione evidenzia la necessità di una maggiore trasparenza e chiarezza nei processi amministrativi relativi ai detenuti che hanno deciso di cooperare con le autorità. La sua determinazione nel proseguire lo sciopero della fame sottolinea l’urgenza e l’importanza di affrontare tali questioni in modo tempestivo ed efficace.
