Condanne per corruzione a Capri: 5 colpevoli e un assolto
Il processo di primo grado sul cosiddetto “sistema Capri” ha visto cinque condanne e un’assoluzione, concludendo così un’inchiesta della procura di Napoli risalente al 2014. L’inchiesta era relativa a un presunto giro di mazzette e altre utilità in cambio di autorizzazioni relative a pratiche edilizie sull’isola di Capri.
Gli imputati sono stati giudicati per concussione, corruzione e intromissione abusiva in sistema informatico. La prima sezione penale del Tribunale di Napoli ha emesso la sentenza, assolvendo il tecnico progettista Gennaro Della Rocca e condannando gli altri imputati.
Il funzionario dell’ufficio tecnico comunale di Capri, Mario Cacciapuoti, è stato condannato a 5 anni di reclusione, mentre Ciro Di Capua, ritenuto colui che contattava le vittime, è stato condannato a 3 anni di reclusione. Il luogotenente dei carabinieri ed ex comandante della stazione di Capri, Michele Sansonne, è stato condannato a 5 anni di reclusione. L’imprenditore del settore nautico Francesco Verardi è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione, mentre il maresciallo della Guardia di Finanza Pasquale Franco è stato condannato a un anno di reclusione, con la pena sospesa.
Cacciapuoti, Della Rocca e Di Capua sono stati assolti da diversi capi d’accusa, tra cui l’associazione a delinquere. Inoltre, il giudice ha dichiarato il non luogo a procedere per due capi d’accusa nei confronti di Franco, Sansonne e Verardi per intervenuta prescrizione.
Il sostituto procuratore Henry John Woodcock, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto condanne più pesanti, le quali non sono state integralmente accettate.
L’inchiesta, avviata sette anni fa, ha finalmente visto una conclusione in primo grado, ma sarà interessante vedere se saranno presentati appelli e quali saranno gli sviluppi del caso in futuro.
Fonte: Cronache della Campania
