Il caso degli abusi in carcere a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, ha messo in luce una serie di maltrattamenti sui detenuti, in particolare su quelli disabili, donne incinte e anziani. Uno degli ex detenuti ha testimoniato di aver subito violenze e di aver assistito ad atti di violenza nei confronti di altri detenuti, portando alla luce una grave situazione di abusi all’interno del penitenziario.
Le testimonianze dei detenuti picchiati e maltrattati, unitamente alle proiezioni dei video delle violenze, hanno portato l’attenzione sulla brutalità e sulla mancanza di rispetto dei diritti fondamentali dei detenuti da parte degli agenti penitenziari, dei funzionari del Dap e dei medici dell’Asl coinvolti nell’episodio.
Tra le testimonianze più sconvolgenti, si è distinta quella di Carmine Di Saverio, ex detenuto ora libero e cieco all’occhio destro, che ha raccontato di essere stato preso e picchiato da alcuni agenti mentre si trovava inginocchiato nella stanza della socialità. Di Saverio ha anche menzionato i maltrattamenti subiti da un altro detenuto disabile su sedia a rotelle, evidenziando che gli abusi non risparmiavano nemmeno gli invalidi.
Durante il processo, è emerso uno scontro tra la parte civile e gli avvocati degli imputati riguardo ai riconoscimenti, in particolare quello della Commissaria della polizia penitenziaria Annarita Costanzo, ritenuta una delle funzionarie coinvolte nelle perquisizioni straordinarie che hanno poi portato ai pestaggi. Di Saverio ha affermato di aver udito la voce di una donna durante l’episodio di maltrattamenti, collegandola proprio alla funzionaria accusata, ma la sua testimonianza è stata oggetto di contestazione da parte della difesa, che ha sottolineato la mancanza di prove concrete.
Il caso ha sollevato una serie di interrogativi sulla condotta delle autorità carcerarie e ha portato all’apertura di un dibattito più ampio sulla necessità di garantire il rispetto dei diritti umani e della dignità delle persone detenute. È fondamentale che venga fatta luce su questo tipo di episodi e che vengano adottate misure concrete per prevenire abusi e garantire condizioni di detenzione rispettose dei diritti fondamentali di ogni individuo, indipendentemente dalla sua condizione.
