L’omicidio di Giulia Cecchettin ha scosso profondamente la comunità, e nuovi dettagli emergono dall’inchiesta condotta dalla procura. Secondo le nuove testimonianze, un addetto alla sicurezza dello stabilimento Dior avrebbe assistito all’aggressione e alle urla di Giulia Cecchettin, riprese parzialmente dalle telecamere di sorveglianza. La giovane avrebbe chiesto aiuto e gridato “mi fai male” mentre lottava per quasi 25 minuti contro il suo aguzzino, Filippo Turetta.
La ricostruzione degli eventi indica che le aggressioni sono avvenute in due fasi, la prima vicino alla casa di Giulia e la seconda in una zona industriale di Fossò. In entrambi i luoghi sono state trovate tracce di sangue e un coltello da cucina, insieme a un’imbavagliatura probabilmente applicata alla vittima per impedirle di parlare.
Dalle telecamere di sicurezza è emerso che Giulia, ferita ma non gravemente, avrebbe cercato di fuggire venendo inseguita da Filippo Turetta, fino a quando è stata scaraventata a terra e non si è più mossa. Il suo carnefice l’avrebbe poi caricata in auto e si sarebbe allontanato dalla zona.
Nel corso dell’indagine è stata ritrovata un’impronta di scarpa mescolata al sangue della vittima, che sembrerebbe confermare la dinamica degli eventi. L’aggressione sarebbe proseguita fino a causare la morte di Giulia Cecchettin per “shock emorragico”, e il suo corpo sarebbe stato poi abbandonato in un dirupo per farlo scomparire alla vista.
Questi nuovi dettagli fanno emergere un quadro ancora più drammatico di quanto accaduto, mettendo in luce la violenza e la determinazione del carnefice nel perseguire la sua vittima. La comunità locale è sconvolta da queste rivelazioni, e l’intera vicenda ha suscitato un forte dibattito sull’importanza della prevenzione della violenza di genere e della tutela delle vittime.
Resta da vedere come si evolverà l’inchiesta e se nuovi elementi potranno portare a una piena giustizia per Giulia Cecchettin. L’importanza di sensibilizzare su questi temi resta fondamentale per prevenire futuri episodi di violenza e proteggere la vita di donne e ragazze.
