Il processo a Napoli per presunta corruzione al Ministero del Lavoro ha preso avvio con un’udienza interlocutoria che ha visto la presenza di diversi indagati, tra cui l’attuale presidente della Salernitana calcio, Danilo Iervolino. Il pubblico ministero Henry John Woodcock ha evidenziato che l’accordo corruttivo avrebbe coinvolto l’istituzione universitaria napoletana Pegaso, all’epoca di proprietà di Iervolino.
L’avvocato dell’Università Pegaso, Giuseppe Iannaccone, ha sottolineato che la vicenda ha causato un danno di circa 100mila euro all’università. Inoltre, ha dichiarato che la competenza territoriale riguarda Napoli in quanto “il prezzo della corruzione è l’assunzione del professore Rossi, avvenuta a Napoli”. Dunque, l’avvocato ha enfatizzato che Napoli è assolutamente competente per trattare il caso.
Oltre a Iervolino, sono coinvolti nel processo il segretario generale del sindacato Cisal Francesco Cavallaro, il segretario generale del ministero del Lavoro Concetta Ferrari, Fabia D’Andrea e Francesco Fimmanò, mentre Antonio Rossi, figlio del segretario generale del ministero del Lavoro, è anch’egli coinvolto nel caso.
La prossima udienza è prevista per il 21 dicembre e si prospetta un’ulteriore fase di dibattimento e testimonianze. L’evolversi della situazione attirerà senz’altro l’interesse dell’opinione pubblica e degli addetti ai lavori.
La corruzione rappresenta una grave piaga che mina la credibilità delle istituzioni e la fiducia dei cittadini. È fondamentale che il sistema giudiziario svolga il proprio lavoro in modo imparziale e che venga fatta piena luce sulle vicende in questione al fine di garantire giustizia e trasparenza.
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