Diretta social da carcere: denunciati Francesco Pio Valda e altri due prigionieri per trasmissione non autorizzata.

Tre detenuti nel carcere di Terni sono stati denunciati dalla polizia per aver trasmesso in diretta su un social video in cui apparivano mentre cantavano canzoni neomelodiche e facevano festa con una pizza appena sfornata. I detenuti detenevano un microtelefono cellulare, strumento vietato all’interno delle strutture carcerarie.

Tra loro è stato riconosciuto Francesco Pio Valda, accusato dell’omicidio di Francesco Pio Mainone avvenuto a Napoli nel 2023. Il giovane Valda è stato coinvolto in una lite tra gruppi rivali e, nel tentativo di allontanarsi, avrebbe sparato colpendo per errore l’innocente giovane Mainone. Questo episodio ha portato all’arresto di Valda, figlio di un affiliato al Clan Cuccaro.

La polizia, collaborando con la Polizia Penitenziaria e con la Procura della Repubblica, ha individuato i tre detenuti autori del video, identificando anche la cella in cui è stato registrato. Durante una perquisizione all’interno del carcere, è stato rinvenuto un mini-cellulare con telecamere idonee alle videoregistrazioni, insieme agli indumenti che i detenuti avevano utilizzato per celare il volto. A seguito di ciò, i tre detenuti sono stati denunciati per accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione.

Questa vicenda solleva preoccupazioni riguardo alla presenza di dispositivi illegali all’interno delle carceri e alla capacità dei detenuti di trasmettere in diretta su social network. Il fatto che detenuti accusati di reati gravi siano in possesso di tali strumenti e possano condividerli pubblicamente solleva seri interrogativi sulla sicurezza all’interno delle istituzioni carcerarie.

Questa situazione mette in luce la necessità di rafforzare i controlli e le misure di sicurezza all’interno dei penitenziari al fine di prevenire comportamenti inappropriati e illegali da parte dei detenuti. La collaborazione tra le forze dell’ordine e le autorità giudiziarie è fondamentale per contrastare efficacemente tali situazioni e garantire un ambiente sicuro all’interno delle carceri.

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