Il recente verdetto del Tribunale di Napoli ha portato alla condanna di due importanti esponenti del clan Picca-Di Martino per estorsioni a Teverola, nel Casertano. In particolare, Aldo Picca, 68 anni, capo del clan, è stato condannato a 5 anni e 6 mesi di reclusione, mentre il suo luogotenente, Nicola Di Martino, 54 anni, dovrà scontare 5 anni e 4 mesi di pena.
Le accuse riguardano atti di estorsione aggravata dal metodo mafioso e tentata estorsione. Secondo l’accusa, i due condannati avrebbero estorto ingenti somme di denaro a un farmacista, proprietario di tre farmacie, a partire dal 2000, fino all’ultima richiesta di duemila euro nel giugno 2021. Inoltre, avrebbero cercato di riscuotere il pizzo da un imprenditore prima delle festività pasquali del 2023, ma l’intervento tempestivo dei carabinieri ha impedito il pagamento.
L’operato del clan Picca-Di Martino è stato sottoposto a indagini da parte del Nucleo Investigativo di Caserta, su mandato della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha portato alle accuse e alla conseguente condanna di primo grado emessa l’11 gennaio scorso.
Questo verdetto conferma il costante impegno delle forze dell’ordine nel contrastare le attività criminali delle organizzazioni mafiose, con particolare riferimento al territorio di Teverola. La sentenza rappresenta un importante passo avanti nella lotta contro la criminalità organizzata, dimostrando che l’applicazione della legge è tesa a reprimere ogni forma di illegalità.
Il coinvolgimento delle istituzioni giudiziarie e delle forze dell’ordine nella tutela della legalità e della sicurezza dei cittadini è fondamentale per garantire un futuro di prosperità e sviluppo per le comunità locali. La condanna dei capi del clan Picca-Di Martino rappresenta un segnale chiaro e forte contro chiunque cerchi di minare la legalità e la libertà dei cittadini.
Fonte: Cronache della Campania
